Celebrate lo stile

Nella scena iniziale di American Gigolò, un giovanissimo e gnocchissimo Richard Gere apre l’armadio e inizia a comporre quattro outfit per il duro lavoro che lo attende nei seguenti centodieci minuti.

Uno sporco lavoro, fatto di donne, soldi guadagnati con il corpo e situazioni da lasciarci la pelle. Tutto questo però, vestito Armani. Giorgio Armani.

Re Giorgio fa 40. Quarant’anni di stile e di successi.

Anni dedicati all’ottanta percento al lavoro, tralasciando la vita. Quella che sta dietro la passerella, dietro ai riflettori, al trucco ed al parrucco. Una vita passata tra stoffe, bozzetti, abiti cuciti da mani abili che hanno saputo leggere quello che la matita disegnava, trasferendolo magistralmente addosso alla modella.

Una celebrazione che ha visto arrivare grandi nomi del mondo del cinema e della canzone, pronti ad omaggiate un uomo e le sue creazioni.

E pensare che nasce tutto da una giacca.

Viene stravolta la struttura eliminando le imbottiture e le controfodere, i bottoni si spostano e le proporzioni tradizionali elaborate.Nascono così le famose giacche destrutturate, che diventeranno  il simbolo del suo stile. Riconoscibile per la sua pulizia ed eleganza indiscussa.

Quarant’anni in mostra con 600 abiti e 200 accessori dal 1980 ad oggi in un Teatro che è anche il suo quartier generale, in via Bergognone 40 a Milano e che è aperta a tutti coloro che conoscono o si affacciano al magico mondo della moda.

Il Re è Vivo. Viva il Re.

Armani/Silos è aperto al pubblico sei giorni alla settimana a partire dal 1° maggio, con il seguente orario: martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 11 alle 20; giovedì e sabato dalle 11 alle 22.

Su Clara

Sono cresciuta a libri,moda e rock'n'roll. Mangio arte fin da piccola e ho sempre saputo che mi sarei occupata dell'immagine in tutto quello che la riguarda. Dopo i canonici anni di Liceo Artistico frequento l'Istituto Marangoni e l'Accademia del Lusso e della Moda a Milano dove spazio tra creazioni, styling e scrittura di settore. Ho una passione per il vintage a cui do una seconda vita, riutilizzando accessori e complementi d'arredo la cui immagine si stravolge e ne esce completamente rinnovata, la linea si chiama Resurrection Design, un nome che è tutto un programma, ma soprattutto una filosofia sulle possibilità. Scrivo, disegno e dispenso consigli su quello che sarà cool, una sorta di guida semiseria di quello che fotografo in giro per la City con l'occhio marcato dall'eyeliner e che racconto come se fosse una storia. Rido tanto, sogno molto e macino chilometri...ma sempre con un certo stile!

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