Dopo i numeri visti nelle prime tre gare stagionali, la MotoGP rientra tristanzuola nei ranghi regalandoci una gara parecchio tranquilla (vogliamo dire noiosa? E diciamo pure noiosa). Jorge Lorenzo l’ha fatta da padrone cucendosi addosso lo schema che più gli piace: fuga solitaria e tanti saluti. Io mi costringo a tenere gli occhi aperti con due moke da 6 e stando ben lontano dal divano.
Per quanto possa sembrare, non sto certo lamentandomi. Questa è la prima gara leggermente noiosa dall’inizio della stagione e sarei un pazzo se mi scagliassi contro lo spettacolo offerto oggi dai piloti della MotoGP i quali, per quanto riguarda le prime posizioni, hanno congelato il podio praticamente subito senza offrirci altra possibilità che ammirare una fila indiana. Perfetta per carità, basti guardare i tempi di Lorenzo, ma pur sempre indiana. Detto ciò, a Jerez le carte si mescolano ancora una volta e dal mazzo esce fuori il redivivo maiorchino che, al netto delle poche simpatie che attira nel team Sky (Meda, impeccabile per tutta la gara, si è sfogato perculandolo allegramente per il suo modo “noioso e un po’ pacchiano” di festeggiare), tira fuori la gara perfetta, anzi il weekend perfetto, e si inserisce con forza nei giochi per il titolo. Ma non perdiamoci in ciance e diamo dei voti a caso.
Jorge Lorenzo 10 e lode – Finalmente Lorenzo si è reso conto che la MotoGP è cominciata e, nel circuito di casa, pennella la sua gara preferita, che poi era pure quella dell’amico Biaggi: allo spegnersi del semaforo si scappa e tanti saluti agli altri. Visto lo strapotere dimostrato (record della pista, pole e vittoria) viene da domandarsi dove diavolo s’era nascosto fino ad adesso. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Eh, caro Jorge, finalmente l’hai capita.
Ps: La lode è per aver “scelto la vita” e quindi aver evitato di bissare il tuffo nella pozza di qualche anno fa.
Marc Marquez 7,5 – Per il campionato è una bella notizia: Marquez non è imbattibile. Una sola vittoria in quattro gare è uno score che non si sarebbe aspettato nessuno, soprattutto alla luce di quanto fece vedere lo scorso anno. Oggi, con un dito malmesso fa comunque secondo, magari mi sbaglio ma l’idea che mi suggerisce quel piccolo spagnolo sempre sorridente è che lui, ben più degli altri, è il solo artefice del suo destino. Un po’ come quando Lex Luthor regala una collana di perle di kryptonite a Superman. Un po’ ci spaventiamo, più che altro per la sospensione del giudizio, ma alla fine è scontato che di riffa o di raffa il vecchio Clark Kent se la cava sempre.
Valentino Rossi 6,5 – Weekend sottotono che Rossi ha gestito con intelligenza. Mai trascendentale in prova, rintuzza i colpi in qualifica e prende il massimo che poteva in gara. Terzo a Jerez, primo nel Mondiale, meglio di così non si poteva immaginare. A un certo punto riesce a persino a rianimare la telecronaca di Meda, peccato che la rimonta questa volta è stata solo a metà. Certo, rivedere un altro duello Rossi-Marquez sarebbe stata una gran cosa…
Cal Crutchlow 7 – Questa volta non cade nessuno e il buon Cal deve accontentarsi di un quarto posto. Ingaggia una bella sfida con Espargaro e diciamola tutta, in una domenica MotoGP ai limiti del soporifero, l’inglese è quello che, almeno per quel che mi riguarda, è riuscito a tenermi sveglio.
Le Ducati 5,5 – E vabbè, alla quarta gara le rosse si riposarono. Dovizioso nei primi giri sfarfalleggia facendo diversi errori, poi, un dritto più dritto degli altri lo obbliga già nei primi giri a dover rimontare un 20esimo posto. Finirà nono, una bella risalita che gli frutta almeno qualche punto e il mantenimento del secondo posto in classifica. Il suo compagno di squadra parte male a causa di un errore di mappatura e poi non commette errori evidenti. Alla fine si piazza sesto, ancora dietro a Crutchlow e pure dietro a Espargaro. Non basta, ovvio, ma se si pensa alla Ducati dello scorso anno c’è da inginocchiarsi, alzare gli occhi al cielo e ringraziare mille volte il pizzetto luciferino di Dall’Igna.