Dicono che a pensar male prima si fa peccato, ma evita la facciata piena contro il muro dell’evidenza dopo. Dicono anche che è un peccato pensarsi e non dirselo.
Che i messaggi lasciati nella cartella Bozze Salvate non arriveranno mai da nessuna parte se non premi Invio. Peccato.
Che ingoiare il rospo possa risultare indigesto.
Che le persone si nascondano dietro a pregiudizi e falsità e che le parole non vengano usate per dire quello che si pensa e si prova.
Non cantare perché si è stonati-che tanto sotto la doccia o con i finestrini della macchina chiusi non ci sente nessuno.
Perdere un giorno senza essersi fatti una risata vera, di gusto e poi se arrivano le lacrime ancora meglio.
Non bersi una birra con gli amici che ti raccontano come va la vita, che sia ridendo o piangendo e non per una battuta.
Trattenere le cose che vanno lasciate andare.
Dimenticarsi. Delle persone e delle storie.
Di sognare.
Di darsi un appuntamento, anche solo per un bacio.
Che peccato non mettersi un vestito da sera perché non è l’occasione giusta. Ce n’è sempre una, un ballo a corte o uscire a comprare il latte.
Non provare a fare un soufflé per paura che ti si sgonfi davanti agli occhi.
Non saper più ascoltare. Il rumore del mare o le parole dei bambini.
Il vero peccato è non viverlo. Il peccato.