Recensione – Philip Roth – La macchia umana

Stati Uniti, 1998, l’estate in cui “il pene di un presidente invase la mente di tutti”. Coleman Silk è lo stimato preside dell’università di Athena. Bianco di origini ebraiche, il dr Silk è un uomo integerrimo e dalla vita cristallina…

… sebbene da più di cinquant’anni stia nascondendo alla società e alla sua famiglia un enorme segreto. La sua vita procede tranquillamente fino a quando, a causa di alcune parole sfuggitegli durante una lezione ed erroneamente scambiate per epiteti razzisti, è costretto a dimettersi dall’incarico di preside. Da questo momento, la vita di Coleman Silk cambia bruscamente: le “macchie” della sua personalità vengono a galla; offuscato dal desiderio di riabilitarsi agli occhi della comunità accademica di Athena Silk mina la relazione con la sua famiglia e in barba al perbenismo della piccola cittadina di Athena si innamora di una dipendente dell’università molto più giovane di lui (ma disperata quanto lui) e per di più perseguitata da un marito violento. Una relazione che Coleman porterà fino alle estreme conseguenze, senza per questo essere mai abbandonato dalla paura che il suo segreto possa da un giorno all’altro essere scoperto.

Attraverso le vicende di Coleman Silk, Roth ci vuole raccontare quanto sia difficile comprendere la complessità dell’essere umano basandosi unicamente sugli stereotipi che la società moderna impone di utilizzare. Non si può conoscere con precisione nulla di nessuno; i pregi (o le macchie) dell’essere umano che crediamo di vedere altro non sono che il prodotto del filtro distorsivo applicatoci dalla società (perbenismo, regole, costume).

“Intenzioni? Motivi? Conseguenze? Significati? Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere”.

Compra subito La Macchia Umana.

Clicca QUI per l’edizione cartacea, QUI per l’edizione digitale.

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.