I neri d’America accampano pretese: un tempo se ne sarebbero stati zitti

Orlando Sacchelli, IlGiornale.it 13 dicembre 2014
I neri d’America: ammazzano i nostri figli
Migliaia di persone hanno partecipato alla marcia per la parità dei diritti razziali che si è svolta sabato mattina a Washington.

marforio il 14 dicembre 2014 alle 00:46 scrive:
Ricordo tempi tipo anni 60 dove questi pretendenti rimanevano con la bocca chiusa.Dal classico dito si sono presi tutto il braccio.Tale e quale ai gay.Missisipi Burning.

Metacommento
Se è per questo possiamo andare un po’ più indietro nel tempo e guardare con rimpianto ai tempi in cui erano schiavi, se dobbiamo ricordare ricordiamo il meglio possibile. Poi questa maledetta storia dei diritti civili ci ha tolto il divertimento e siamo finiti con questi negri che si permettono di reclamare diritti. Il problema nasce, come dici tu, quando si pensa di fare qualche piccola concessione, la gente non si sa accontentare e finiscono per pensare di essere uguali a noi.
Naturalmente se si dà il cattivo esempio anche altri strani esemplari penseranno di essere normali, infatti ora i gay si mostrano impunemente in giro e accampano pretese. Questa deriva deve essere fermata, pensa alla cosa peggiore, cioè quando a parlare è un negro gay, dovrebbero essere creature mitologiche ed invece esistono.

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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