La Masseria delle allodole, l’animo umano e l’importanza della memoria

La Masseria delle allodole – Antonia Arslan

Ne La Masseria delle allodole Antonia Arslan ci porta con uno stile asciutto e privo di fronzoli dentro le crudeltà del genocidio Armeno, uno dei fatti storici più vergognosi e mistificati del secolo scorso

La Trama

La Masseria delle Allodole racconta dal punto di vista di una famiglia armena il massacro che questo popolo ha subito per mano turca agli inizi del Novecento. Un fatto tanto drammatico quanto poco conosciuto per numerosi motivi, tutti a loro modo vergognosi e inspiegabili. Ma dato che non siamo qui per parlare di politica, andiamo dritti al sodo e dipaniamo la trama di questo libro: la famiglia Aslanian possiede una bellissima villa in campagna, la Masseria delle Allodole, appunto, che il capofamiglia Sempad sta ristrutturando per accogliere la venuta del suo amato fratello, emigrato anni addietro in Italia. Un ricongiungimento che non avverrà mai perché Sempad, come tutti i componenti maschi della sua famiglia, proprio alla Masseria verranno trucidati dai soldati turchi sotto gli occhi delle loro donne. Donne che, così come i vecchi e i bambini del loro villaggio (e di quelli di tutti gli altri villaggi) scampati a questa mattanza saranno obbligati a un drammatico esodo che attraverso il deserto siriano, secondo il volere turco, li porterà ad Aleppo. Un esodo che si rivelerà essere una marcia mortale che vedrà donne, vecchi e bambini morire di stenti, di stupri, di consunzione, di disperazione. 

Perché Leggere la Masseria Delle Allodole – Motivo 1: la valenza letteraria

Si tratta di una storia familiare, dunque, attraverso la quale Antonia Arslan racconta un fatto storico. E lo fa sapientemente, non a caso è arrivata in finale al Campiello del 2004, scegliendo il registro giusto, arricchendo le pagine di colori caldi e di spezie nei rari momenti di festa, e scarnificando lo scritto quando la gioia volge al dolore più nero, rendendo questo libro non solo un’efficace finestra della memoria ma anche un perfetto specchio dell’animo umano. 

Ed è proprio nel dolore che l’autrice raggiunge una perfezione poetica rara, dove la semplificazione del linguaggio riesce a rendere alla perfezione la banalità, o meglio, la facilità con cui l’uomo sa fare del male. 

Una capacità testimoniata trent’anni più tardi dalla terrificante razionalità dei lager e dai sei milioni di ebrei morti –ma anche dai 3 milioni di russi, dai 2 milioni di slavi, dai 2 milioni di polacchi non ebrei, dai 500mila rom, dai 15mila omosessuali e tanti altri pari a un totale di  17 milioni di vittime che insomma, ce li dimentichiamo sempre ma hanno una dignità pure loro– uccisi non solo da un’idea folle, ma anche e soprattutto da esecutori materiali che misero a tacere la loro morale, e da un intero popolo, quello tedesco, che decise di voltare gli occhi dall’altra parte pur di restare nell’illusione del giusto.

La scarnificazione del linguaggio di Arslan, i gesti dei protagonisti ripuliti di ogni suppellettile, rendono alla perfezione un’altra capacità umana, dominante, forse la grande protagonista di questo libro, ossia la resilienza con cui chi, spogliato di tutto, soprattutto della sua umanità, sa resistere in nome della vita e di un bene superiore. 

Perché Leggere la Masseria Delle Allodole – Motivo 2: la memoria

Ma libri come quello di Antonia Arslan vanno letti non solo perché belli ma anche (a volte, preso dallo sconforto mi verrebbe da dire: soprattutto) perché riportano al centro della questione il tema della memoria. In un periodo storico tragico come quello attuale, dove assistiamo continuamente a rigurgiti xenofobi, a distinzioni su base puramente geografica, a polarizzazioni violente contro ogni tipo di minoranza (non importa chi, purché sia minoranza) ricordare gli errori del passato è fondamentale e la memoria collettiva, in questo, è necessaria affinché certe aberrazioni non accadano più. E in questo senso è l’arte (cinema, musica e i libri come quello della Arslan) a svolgere un ruolo fondamentale, perché è l’unica in grado di evitare che la storia venga sepolta dalla polvere e diventi solo materia per studiosi, ma sia costantemente attualizzata, vissuta sulla propria pelle, e quindi, in definitiva compresa. 

Perché Leggere la Masseria Delle Allodole – Motivo 3: dare finalmente dignità a quelle morti

Memoria che, per quanto riguarda la questione armena, vale ancora di più, visto che questo genocidio è stato definito come tale solo da qualche decennio. Una mattanza pianificata nei minimi dettagli, costata la vita a un milione e duecentomila persone ha dovuto attendere decenni per essere riconosciuta, col risultato che ancora oggi, in pochi sanno quel che è successo. Dimenticata dagli stati occidentali per lungo tempo (il primo paese a usare la parola genocidio fu l’Uruguay nel 1965, la bellezza di cinquant’anni dopo) e riconosciuta dagli Stati Uniti d’America solo nel 2019 dopo un iter lungo quasi nove anni. Mattanza tutt’ora negata da Israele che a quanto pare ha una memoria parecchio selettiva in fatto di morti, ma soprattutto negata dalla Turchia, vale a dire la mano che mosse la mannaia su quei poveri disperati. Ancora oggi, infatti, a distanza di più di un secolo il governo Turco non riesce a fare i conti col suo passato (e con gli interessi che ci stanno dietro) e definisce la questione una semplice ricollocazione geografica “finita non troppo bene”. 

Insomma, i motivi che rendono La Masseria delle Allodole un libro fondamentale sono tanti. Fatevi un favore, sceglietene uno a caso e leggetelo. 

Antonia Arslan – La Masseria delle allodoleRizzoli

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Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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