Un dramma psicologico intenso, spietato, che costringe a tenere gli occhi fissi sulle pagine. Non si può fare a meno di seguirne gli intrecci, il flusso di eventi esterni ed interni alla coscienza dei personaggi.
In Follia, McGrath racconta la manipolazione del sentimento da parte di un uxoricida
A narrare è uno psichiatra, Peter Cleave, che tra le mura di un manicomio criminale vittoriano, trascina i lettori in un minuzioso viaggio tra i vissuti dei protagonisti.
“Le storie d’amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni”. Inizia così il racconto di un percorso tumultuoso, che vede Stella Raphael ed Edgard Stark unirsi in un impeto di passione. Lui è un criminale uxoricida, un animo artista violento e manipolatorio; lei, moglie del vicedirettore Max, una donna affascinante e frustrata da un matrimonio fallimentare e “in bianco”.
Le catene invisibili della vita monotona e ripetitiva di Stella sono irreparabilmente spezzate; la sua voglia selvaggia di libertà e amore viene distrutta e, improvvisamente, si viene catapultati nello squallore di un rifugio, tra sporcizia, incertezza futura e deliri di infedeltà. Viene spazzata via l’euforia, l’eccitazione, il fascino che inebriava la donna di un’insolita bellezza, dando posto a paura e sconcerto. Edgar si conferma essere quel che Peter da tempo sapeva, essendo suo clinico, custode dei meccanismi mentali malati, ma che non era bastato a mettere in guardia Stella, che con il procedere degli eventi si perde completamente; il suo Io si scinde, non ha più confini, cade in un baratro sempre più profondo. È l’effetto di una dipendenza, di un’ossessione, che l’accompagna dall’inizio alla fine del romanzo e che ne segna tragicamente il destino. Nessuno può salvarla, né il marito Max, con il tentativo di reinserimento nella nuova cittadina del Galles, né Peter, con la terapia.
Patrick McGrath indaga con maestria il funzionamento della psiche umana
Ciò che risalta, è l’abilità di McGrath, che con estrema maestria si muove nella psiche dei personaggi tramite la voce narrante, che segue la vicenda attraverso ciò che lui ha vissuto in prima persona (tra i libri che parlano di diretta esperienza nei manicomi citiamo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks e Le libere donne di Magliano di Mario Tobino) e tramite i resoconti di Stella e, senza entrare troppo in una dimensione psichiatrica, ne svela il funzionamento. Non mancano, dunque, le descrizioni di sentimenti, emozioni, del dolore che una perdita può lasciare; ma soprattutto, non mancano reazioni inaspettate e brutali conseguenze, che sorprendono e affascinano il lettore, in particolare dinanzi ad un finale improvviso.
“Follia” è un libro che riempie, che riesce a coinvolgere in un vortice di dubbi e paure; è un libro che lascia turbati e assetati di conoscere sempre più a fondo i personaggi, che sembrano viaggiare sull’orlo di un precipizio, impregnando così la storia di un sapore adrenalinico.
Sicuramente da consigliare agli amanti di narrazioni dettagliate e profonde.
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