L'armata delle molucche - copertina

L’armata delle Molucche – Martino Pedrazzini

C’è un fascino particolare nel raccontare il mare e il viaggio in mare, è un fascino arcaico eppure attualissimo, attiene al bisogno di fuga, alla ricerca dell’ignoto, alla scoperta del proprio limite.

Non è un caso che Dante dedichi uno dei passi più celebri della divina commedia proprio ad un marinaio, prima ancora che un eroe. Facendo dire ad Ulisse “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” nel XXVI canto dell’Inferno, Dante posiziona il concetto epistemologico di scoperta proprio in capo alla grande scuola della navigazione marittima. Per questo da sempre affascina la storia di chi ha compiuto imprese eccezionali via mare, per questo ancora oggi ammiriamo e rimaniamo incantati di fronte ai grandi navigatori che hanno allargato il nostro mondo, e finanche la nostra alimentazione.

Per molti motivi il libro di cui parliamo oggi, L’armata delle Molucche, è un libro affascinante e appassionante sin dal titolo e dalla quartina. Martino Pedrazzini, giovane scrittore che ai temi della navigazione ha dedicato studi universitari e anni di ricerca, ha composto un piccolo gioiello incastonandolo tra le belle illustrazioni di Gabriele Vergani in un’edizione pregevole della casa editrice Festina Lente Edizioni.

L’armata delle Molucche ripercorre infatti, con grande dovizia e precisione di particolari, il viaggio compiuto da Magellano intorno al mondo per raggiungere le chimeriche Isole delle Molucche, terra assolutamente sconosciuta alle rotte occidentali all’epoca e ricche di spezie e profumi pregiate tra cui gli esotici chiodi di garofano. Magellano compì la prima impresa nel riuscire, lui portoghese, a convincere Re Carlo I di Spagna a finanziare e sostenere una simile folle impresa come quella di arrivare nelle isole delle spezie virando verso ovest invece che verso sud-est. 

Magellano, a cui già era stato servito un diniego dal Re portoghese, incassò il favore di Re Carlo I e partì per quell’impresa apparentemente folle ma che in realtà nascondeva diverse possibilità di prestigio per il reale iberico.

Ma cos’è un evento se non viene raccontato? Cosa distingue il mito dalla storia? In questo caso possiamo noi italiani rivendicare qualcosa sulla questione, essendo terra di santi, navigatori, ma a mio avviso, ancor di più di narratori e storici.

Così le imprese che sconvolsero la scienza e la geografia, furono raccolte e portate alla nostra attenzione grazie proprio ad un italiano, un vicentino, Antonio Pigafetta. 

Sarà proprio grazie a Pigafetta, imbarcato per volevo papale, che le imprese di Magellano arriveranno a noi. Il letterato italiano, inizialmente sottovalutato dal visionario portoghese, sarà colui che annoterà ogni giorno le rotte, le terre, gli ammutinamenti, i conflitti tra i componenti della flotta partita alla volta delle Indie.

Martino Pedrazzini ha il merito di aver raccontato l’impresa di Magellano e l’opera di Pigafetta, con lo stupore e la grande sapienza dell’affabulatore, del narratore fantastico, riuscendo a riportare quasi completamente i sentimenti e sensazioni che un viaggio di tale portata può far scaturire in poco meno di trecento uomini partiti verso l’ignoto.

Di Salgari amiamo la sua capacità descrittiva, di luoghi mai visti, ma anche la sua capacità di creare personaggi che con le loro caratteristiche rimangono impigliati in un angolo di cuore per molto tempo. L’armata delle Molucche ci farà un po’ questo effetto, per la solitudine di Magellano, la timida caparbietà di Pigafetta, la saggezza di Duarte Barbosa, la malizia di Juan de Cartahena. Aiutano a tenere il filo rosso della vicenda delle belle schede informative sui personaggi e sulle principali tappe in ordine cronologico.

Libro davvero consigliato a chi voglia perdersi nei mari della storia o a chi voglia fare un regalo splendido ad un ragazzo, sia esso anagraficamente attendente o dichiaratosi tale ad aeternum.

Martino Pedrazzini – L’armata delle MoluccheFestina Lente edizioni

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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