Oggi ti sono passato vicino - Tommaso Urselli

Oggi ti sono passato vicino – Tommaso Urselli

Oggi ti sono passato vicino di Tommaso Urselli ha il grande pregio di essere veloce nella lettura e lento nella sedimentazione. A distanza di giorni vi sovverranno immagini, pezzi di poesie, atmosfere, allora riscoprirete un altro libro, quello che parla all’inconscio unendo i punti immaginari.

Oggi ti sono passato vicino di Tommaso Urselli

Tommaso Urselli è un autore teatrale, molto noto nell’ambiente per i suoi testi ma anche per il suo corpo-corpo con la città, con le sue le novità, con le esperienze creative che la puntellano di tanto in tanto. Un percorso fatto di parola e di corpo, di situazioni e di riflessioni.

Ora, però, l’autore milanese di origini tarantine pubblica per Ensemble edizioni una interessante raccolta di poesie, composizioni veloci, rapide, semplici per linguaggio, ma che aprono su grandi scorci di meditazione. 

La poesia di Tommaso Urselli non è una teca di emozioni intime, ma è sempre un incontro-scontro con qualcosa o qualcuno, dentro e fuori di sé.

In Oggi ti sono passato vicino troviamo poesie riferibili a quattro movimenti diversi che hanno portato l’autore alla scrittura di questa opera, come lui stesso spiega nelle preziose note conclusive del libro. Le poesie che compongono la prima parte, che danno anche il titolo alla raccolta, “fanno riferimento a un periodo” spiega l’autore  “dedicato al lavoro di raccolta e cura delle poesie di mio padre, cui la sezione è dedicata; lavoro non ancora terminato e che mi permette, dopo la sua scomparsa, di sentirlo vicino.” 

In questa prima parte è percepibile la poesia come effemeride di un avvicinamento dell’autore alla memoria del padre. Memoria intellettuale, la riscoperta delle opere del padre, ma anche affettiva che passando  dall’incontro dei luoghi fisici dove il padre ha vissuto diventa vicinanza, immedesimazione, incontro metafisico. Viene in mente Jodorowsky nella Danza della realtà.

Seduto nella poca luce dove sedevi tu
tra le mani uno dei libri che leggevi tu
vicino al fuoco che
guardavi tu
sto
come stavi tu, immerso nel calore.

La seconda parte invece è una riflessione sull’attualità, ancora una descrizione ma del quotidiano che diventa novità sconvolto da un virus sconosciuto.

È silenzio tra le mura di casa // (sembra casa nuova, invece è solo // nuovo assetto  delle cose), tagliato // unicamente dal passare tetro // di ambulanze: chissà per chi? domandi // quasi a scongiurare possano essere // per me per te o per qualcuno che // conosciamo. Come se già l’umano // genere non fosse unito da un filo, ora // viene un virus a ricordarcelo: non // umano non animale, nemmeno // cellulare: unidentified flying virus.

Corpo città, Dice Ipazia, In labirinto sono invece le parti più strettamente legato al lavoro teatrale dell’autore, dove la poesia diventa riflessione, quasi metacognizione, del vissuto dell’artista che maneggia materiale vivo come quello delle parole di grandi autori come Antonio Neiwiller e Friedrich Durrenmatt. Decisamente seducenti le poesie di queste parti del libro che raccontano bene come l’attività artistica non sia conclusa nel suo gesto o nel suo operare, ma abbia sempre un’inconscia prosecuzione nell’intimità dell’artista, coinvolgendolo fisicamente ed emotivamente in più realtà contemporaneamente.

Un combattimento che è insieme scoperta e angoscia per la potenza, come ben esplicato dalla prima poesia che apre la sezione Corpo-città.

Che cos’è questa nebbia // questi occhi in mezzo alla nebbia // queste mani queste facce // che mi sembra di essere morto // in mezzo a pianure di parole tutte morte // in fila riposano // ridono sguaiate // si spogliano sgrammaticate // sono zoppe e s’impigliano // nel canale della gola // si tuffano con la testolina piccola piccola // dentro le vene e premono // contro la pelle premono // e vogliono uscire, segnare // tutta la geografia del corpo // scavare canali, crateri

Nell’ultima parte Tommaso Urselli apre ad una scrittura più ironica ed insieme più enigmatica, dove dolore e divertimento, pensiero e autoironia, si sfidano per la pura gioia della poesia.

Da piccolo nel sonno // cado dal letto: ti // sei fatto male? Chiede // mio nonno preoccupato. // Sono abituato // rispondo io da bravo // bambino insanguinato.

Oggi ti sono passato vicino è un libro che ha il grande pregio di essere veloce nella lettura e lento nella sedimentazione. A distanza di giorni vi sovverranno immagini, pezzi di poesie, atmosfere, allora riscoprirete un altro libro, quello che parla all’inconscio unendo i punti immaginari.

Tommaso Urselli – Oggi ti sono passato vicino – Ensemble

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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