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Fuori di testo. Titoli, copertine, fascette e altre diavolerie – Valentina Notarberardino

Fuori di testo: Titoli, copertine, fascette e altre diavolerie di Valentina Notarberardino è davvero un libro godibile dall’inizio alla fine e, come dice l’autrice stessa, non abbisogna neanche di un senso del dovere eccessivo: se ne possono leggere le parti che più piacciono quando se ne ha voglia.

Fuori di testo: Titoli, copertine, fascette e altre diavolerie di Valentina Notarberardino

Come tutti i mondi dove sia la passione a guidarne la produzione e non il semplice consumo, anche quello della letteratura e dell’editoria ha un suo metalinguaggio e una sua specifica critica e storia. Che il libro sia un’invenzione che abbia stravolto e sconvolto il mondo quasi al pari della ruota, ma sicuramente di più dello smartphone, ci sono pochi dubbi, per questo, oltre a coccolarci acquistando libri, è un piacere per tutti noi anche accostarci alla storia di come i libri arrivino nelle librerie, quelle che tanto ci scaldano il cuore nelle giornate più grigie.

Per questo Fuori di testo è un ottimo consiglio di lettura a tutti gli amanti della letteratura, ai feticisti della carta, ai segugi da bancarella dell’antiquariato, ma anche a coloro che preferiscono i libri veri ai blocchi cartonati in vendita nei migliori negozi di arredamento.

Valentina Notarberardino ci accompagna, sin dalle prime pagine, nel mondo fatato, ma anche molto concreto, dell’attività editoriale.

Fuori di testo

È proprio nelle prime pagine che troviamo un’interessante introduzione e interpretazione delle pagine che seguiranno. Valentina Notarberardino precisa infatti che il suo libro avrà molte anime e tutte sono dichiarate immediatamente.

Dell’anima descrittiva e teorica troveremo la volontà di raccontare e raccogliere soprattutto le tendenze degli ultimi anni dell’editoria italiana, e non solo, attraverso tutti quegli elementi paratestuali che apparentemente nessuno nota, ma che in realtà costruiscono ben più che l’involucro dell’oggetto che stringiamo tra le mani con grande fascino.

Si parte ovviamente dall’elemento più esterno, la copertina, per poi analizzare parti ancora più minimali (ipotizzate come tali) come le note a margine, le prefazioni o post-fazioni, le fotografie o le scelte di colore e forma dell’oggetto editoriale.

Tante informazioni giocate fra un’anima teorica (qualcosina ce lo insegna la Notarberardino e fa benissimo) e un’anima aneddotica. La parte teorica risulta più l’“assaggio” di una conoscenza che potrebbe diventare maggiore, per questo la bibliografia ragionata a fine testo offre un percorso molto interessante per chi volesse cimentarsi con questa parte importante delle cultura libraria.

Ovviamente ai curiosi, ai pettegoli, agli amanti delle cose da raccontare a cena sarà la parte aneddotica a risultare avvincente. Tanti meravigliosi esempi ci raccontano le scelte di autori ed editori dall’altro punto di vista. Almeno cinque o sei aneddoti vi faranno fare figure pazzesche a qualunque cena. Personalmente mi ha colpito molto la volontà non rispettata di Franz Kafka di pubblicare la Metamorfosi senza che in copertina vi fosse uno scarafaggio (nel libro l’aneddoto è raccontato bene ed è davvero gustoso), esempio pratico di molte questioni importanti nelle scelte editoriali che si compiono.

Al contrario è divertentissimo l’episodio in cui si racconta di Riccardo Falcinelli, l’uomo che ha immaginato la copertina di Open di Agassi per capirci, alle prese con il problema di cambiare una copertina non corrispondente ai particolari del testo. Scelta ardua dovuta ai tempi stretti che porterà alla fine al cambio del testo vista l’impossibilità di cambiare la copertina.

Fuori di testo è davvero un libro godibile dall’inizio alla fine e, come dice l’autrice stessa, non abbisogna neanche di un senso del dovere eccessivo: se ne possono leggere le parti che più piacciono quando se ne ha voglia.

Un piccolo regalo a tutti gli amanti dei libri e della loro magia, il tutto sotto lo sguardo severo di Genette.

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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