La più forte tennista americana ha detto la sua circa l’aumento di casi di violenza della polizia sui cittadini afroamericani: “Arriva un momento in cui il silenzio è tradimento”
Serena Williams, icona del tennis mondiale si è esposta dalla parte dei cittadini afroamericani, vittime di un aumento spropositato di violenza da parte delle forze dell’ordine: “Oggi ho chiesto a mio nipote di 18 anni (per essere chiari: è di colore) di guidare per accompagnarmi ad alcuni appuntamenti. In lontananza, ho visto un poliziotto sul ciglio della strada e rapidamente ho controllato che non stesse superando il limite di velocità. Poi, mi è tornato subito alla mente l’orribile video della donna in macchina che ha visto il poliziotto sparare al suo fidanzato. Ho pensato a tutto ciò in pochi secondi. Avrei voluto essere io al volante, non avrei mai perdonato a me stessa se fosse successo qualcosa a mio nipote. Lui è così innocente. Come tutti gli altri. Io sono convinta che non tutti sono cattivi. Lo sono solo gli ignoranti, quelli che hanno paura e gli insensibili che con le loro azioni mettono a repentaglio milioni di vite. Ma perché devo ancora pensare a tutto ciò nel 2016? Non ne abbiamo abbastanza? Non abbiamo già aperto abbastanza porte e influenzato miliardi di persone? Ma ho capito che non dobbiamo credere sia finita qui, che non importa dove siamo arrivati ma la strada che ancora dobbiamo percorrere. Ho pensato a me, a cosa avrei dovuto dire a mio nipote e ai miei figli. Martin Luther King diceva: arriva un momento in cui il silenzio è tradimento. Io non voglio restare in silenzio”.