Il cantante non ha lasciato testamento per cui, tutta la sua fortuna, stimata in circa 150 milioni di dollari, verrà divisa tra l’unica sorella e i cinque fratellastri. Intanto i suoi dischi tornano in vetta alle classifiche e spunta, pare, un album di inediti realizzato con Miles Davis
A dividersi l’eredità, stimata in circa 150 milioni di dollari, lasciata dalla popstar deceduta il 21 aprile saranno Tyka, unica sorella rimasta in vita, due sorellastre e tre fratellastri: Norrine, Sharon, Duana, John, Omarr e Alfred. Secondo la legge del Minnesota, infatti, fratelli e fratellastri vengono trattati con gli stessi criteri in caso di eredità. Tyka, che oggi ha 55 anni, due in meno rispetto a Prince, si era recentemente riavvicinata a lui dopo un rapporto estremamente difficile: per anni la donna ha dovuto lottare contro la dipendenza da crack e cocaina, arrivando persino a prostituirsi per procurarsi le droghe e per sostenere i due figli piccoli, Sir Montece Laeil Nelson e President LenNard Laeil Nelson.
In attesa dei risultati dell’autopsia, fioccano le indiscrezioni circa il suo patrimonio, come raccontato da Repubblica infatti: “Prince avrebbe pensato di redigere un testamento ma non lo avrebbe mai fatto fino al giorno della sua improvvisa morte, il 21 aprile. Se si parlava inizialmente di 800 milioni di dollari, poi diventati 300, ora la cifra pare ridimensionata a 150 milioni. “Colpa” della personalità complessa e delle ritrosie dell’artista a “darsi” non al pubblico – in questo era generoso – quanto al “business”: un musicista che si è letteralmente ritirato dai circuiti più remunerativi della musica, gestendo la propria immagine – e i propri tour – in maniera del tutto istintiva, senza tenere conto dei tempi organizzativi e promozionali necessari.“
Intanto, i suoi dischi tornano a volare in classifica: l’album The Very Best of Prince, originariamente pubblicato nel 2001, si è addirittura piazzato in testa alla classifica Usa seguito da Purple Rain, il sesto album di Prince e il debutto della band Prince and the Revolution, del 1984. A sua volta The Hits/The B-Sides, la compilaton di tre dischi pubblicata nel 1993, è entrato nella top ten scalandola fino alla sesta posizione. L’eredità monetaria, naturalmente, non tiene conto dei lauti guadagni che arriveranno dalla vendita di album e gadget e neppure del valore – stimato in svariati milioni – delle sue proprietà immobiliari. Soprattutto, non tiene conto delle decine, forse centinaia, di canzoni mai pubblicate, tra le quali ci sarebbe anche un prezioso album realizzato addirittura con Miles Davis.