A rivelarlo un rapporto dell’Unep presentato ieri a Nairobi. L’inquinamento uccide circa 7 milioni di persone l’anno, altre 3,5 muoiono per condizioni igieniche scarse e mancanza d’acqua pulita.
l degrado ambientale fa da 174 a 234 volte più vittime dei conflitti. Nel 2012 sono state 12,6 milioni le morti premature nel mondo (23%) prodotte da condizioni ambientali degradate. Ecco il dettaglio. L’inquinamento atmosferico uccide 7 milioni di persone all’anno. Altre 3,5 milioni di persone muoiono per malattie dovute a carenza di acqua pulita e di servizi sanitari adeguati. L’esposizione all’amianto costa 107 mila vite e quella al piombo 654 mila.
Il rapporto mette anche in luce i progressi: la messa al bando delle sostanze responsabili del buco nell’ozono eviterà dal 2030 og ni anno 2 milioni di casi di cancro alla pelle e molti milioni di casi di cataratta; l’eliminazione del piombo dalla benzina ha evitato 1 milione di morti all’anno. Ma, nell’arco di una ventina di anni, il cambiamento climatico – afferma il rapporto – potrebbe causare, in uno scenario di medie emissioni, 250 mila morti in più all’anno.