Naomi Osaka vs Cori Gauff 6-3 / 6-0
Si ferma qui il sogno americano, che poi già arrivare fino a questo punto può ben essere considerato un sogno, sempre che non si voglia inquadrare il sogno all’interno del successo assoluto, il che svilirebbe non poco questa seconda cavalcata di una quindicenne a cui nulla si può rimproverare.
Naomi Osaka 6,5
Dopo aver retto all’urto delle invettive di Serena, questo ambiente sbilanciato a favore della protetta non può certo scalfire l’impenetrabile Naomi. Tanto più se il livello di gioco che è in grado di proporre si distanzia di così tanto da quello dell’avversaria.
Quella che fino a ieri era la ragazzina terribile a soli ventun anni si ritrova a recitare il ruolo della donna forgiata sotto i colpi dell’esperienza che portano alla maturità. Fa pesare il solco di quei sei anni con la scioltezza della veterana per un giorno.
Cori Gauff 4,5
Ricordiamo che il voto è alla partita, mica all’esplosione precoce del suo talento. Però sai com’è, Coco, per vincere una partita di tennis tenere il servizio può avere il suo perché, anche nella ondivaga versione femminile. Da un lato si trova davanti una che al momento ha più mezzi, dall’altra paga pegno ad uno spietato senso di impotenza: nel secondo set ci crede come la maggior parte degli adolescenti credono in se stessi. Quasi certamente vedremo il seguito del suo film: continuavano a chiamarla Coco.