#MarteGP, il ritiro di Valentino Rossi è molto di più

A fine anno, dopo 26 stagioni, Valentino Rossi si ritirerà. L’ha annunciato lui stesso alla vigilia del Gran Premio di Stiria e, ammetto, ci sono rimasta di stucco. Non tanto perché fosse una notizia improvvisa, affatto, quanto perché è una di quelle che non capisci subito. Valentino c’è da sempre per me, da quando ho iniziato a seguire le moto e sono diventata la mia passione. E in ogni circuito che vai, c’è poco da fare, i suoi tifosi sono i più numerosi. Il giallo lo vedi ovunque: una bandiera, una parrucca, un cappellino, una maglietta, un fumogeno. Nelle mie esperienze di vita che ho fatto all’estero, quando dicevo che ero italiana, l’associazione che spesso le persone di tutto il mondo facevano era: “come Valentino Rossi”. Tanto per dire la sua grandezza.

A fine anno, a Valencia, lascerà la sua Yamaha M1 per sempre, e inizierà altri capitoli della sua vita, privata e professionale. E se mai lo riuscirò a intervistare, sarà da ex pilota, come fatto recentemente con Jorge Lorenzo, e prima ancora con Casey Stoner. Che vuol dire che cambierà tutto e cambierà niente. Perché se nell’annuncio ha voluto sottolineare una cosa è stata proprio questa: “Io pilota, lo sarò per sempre”. Ed è vero, verissimo. Ti togli la tuta di pelle, il casco, ma l’essere un pilota sta nel DNA e quello non si cambia.

Per concentrarmi sul fine settimana lavorativo la notizia l’avevo accantonata. Ora ci ripenso e mi sembra ancora qualcosa di strano. Strano, ma anche inevitabilmente naturale. È il passare degli anni, è il crescere, è il trasformarsi pur restando nello stesso corpo, è l’evoluzione della vita, è l’effimero della vita, è la vita. Semplicemente.

Qui sotto un commento video della nostra Serena, seguite il suo canale youtube!

Su Serena Zunino

Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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