#MarteGP: Il capolavoro di Pecco Bagnaia

A differenza di molti miei colleghi e addetti ai lavori, il Gran Premio di Aragon per me ha sempre avuto qualcosa di speciale. Vuoi perché ho vissuto lì vicino, vuoi perché si respira la vera Spagna. Dopo domenica scorsa, avrò anche un nuovo ricordo bello che mi verrà in mente quando penserò ad Aragon: il successo di Pecco Bagnaia.

Il suo nome era tra i possibili pretendenti alla vittoria, come già successo ormai diverse volte quest’anno, e dopo il giro da urlo fatto sabato (che gli ha valso pole position e nuovo record) è scattato molto bene dalla prima casella di partenza. Non c’è stato spazio per nessuno davanti a lui fin dal primo giro. È andata in scena una sua prestazione perfetta. Siamo stati spettatori di un Pecco maturo, intelligente, completo alla guida della sua Ducati che lo ha accompagnato in tutto e per tutto. Un Pecco che ha battuto Marc Marquez, uno dei piloti più difficili da battere nel corpo a corpo. Pecco che, grazie all’esperienza e agli insegnamenti, ha saputo perfettamente cosa fare in ogni situazione. Lo abbiamo “spinto” in tanti da casa, perché vedere un italiano vincere è qualcosa di estremamente emozionante. E ancora di più, a mio avviso, su una moto italiana.

Pecco ha scritto il suo nome nella storia del motociclismo, finalmente niente si è messo di traverso e ha potuto condurre la gara che sognava. Lui che quando è arrivato in MotoGP, da campione in Moto2, ha fatto fatica a capire la sua Desmosedici e ad adattarsi, che l’anno scorso si è anche dovuto misurare con un infortunio, ma che non ha mai smesso di crederci, che è stato promosso al team ufficiale Ducati dove è stato accompagnato nel miglior modo possibile.  

Lui è uno di quei piloti che ricordo da “piccolo”, che ho visto crescere sportivamente e umanamente negli anni, fino a diventare l’uomo maturo di oggi. Questo è uno degli aspetti che più amo del mio lavoro: vedere i piloti da ragazzini farsi adulti, assistere alla loro trasformazione naturale e far parte, seppur esternamente, di tutto questo che rappresenta il corso della vita, che è ai margini del mondo del motociclismo, ma forse neanche tanto.

Su Serena Zunino

Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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