Questo mondo non ci appartiene di Natalia García Freire in poche pagine è riuscita a creare un caso letterario basato sull’originalità, la lentezza, la riflessione e anche una buona dose di gusto oscuro per le cose ultime della vita. Un libro sicuramente figlio del Sudamerica, ma universale per qualità della scrittura e temi trattati.
Questo mondo non ci appartiene di Natalia García Freire
“Nessuno ricorda la voce dei morti” o forse sì? Questo è il quesito ultimo che Natalia García Freire pone ai suoi lettori col suo straordinario esordio letterario.
La trentenne scrittrice ecuadoriana in poche pagine è riuscita a creare un caso letterario basato sull’originalità, la lentezza, la riflessione e anche una buona dose di gusto oscuro per le cose ultime della vita.
Mescolando con sapienza saga familiare, dolore personale e sociale, cultura scientifica e cultura cattolica, misticismo e realismo, Natalia García Freire ha dato vita ad un libro potente, avviluppante, appiccicoso. Un libro sicuramente figlio del Sudamerica in cui è stato scritto e concepito, probabilmente vissuto, ma universale per qualità della scrittura e temi trattati.
Si respira forte però l’aria dell’Ecuador centrale da cui proviene l’autrice; si respira nelle scelte di ambientazione, ma soprattutto da una spiccata capacità di glissare con grande leggerezza tra misticismo e pietismo, tra reale e soprannaturale, tra carnale e spirituale. Colpisce in questo gioco lento e profondo di introspezione, come una sorta di pensiero che si cerca di scacciare ma che rimane sotto pelle, una rinnovata attenzione per le riflessioni più attuali come quelle sul cosmo e sul nostro rapporto con la terra.
Quasi procedendo in modo geometrico, troviamo un uomo che cerca sé stesso nel passato, che rivive il passato, ma che si concede, si arrende al futuro. Sarebbe meglio dire che si arrende alle semplici leggi della fisica e della patologia.
Lucas è un uomo che decide tornare nella casa dei genitori, casa da cui si evince è dovuto scappare, fuggire, o che forse ha solo abbandonato, ma a cui comunque non ha mai fatto ritorno prima della volta narrata nel libro. Da questo ritorno nascono le riflessioni che ci accompagneranno per tutto il libro, meditazioni che si originano in particolare da due eventi che segnano tutto il racconto: la morte del padre e l’isolamento per follia della madre.
Carnalità e deperimento
Il dialogo interiore ed esteriore parte proprio con il corpo del padre seppellito nel giardino della casa di famiglia, che la scrittrice immagina vicino ai piedi del protagonista che narra le proprie elucubrazioni.
Siamo in piena campagna e piano piano che la narrazione prende forma vi entrano insetti, artropodi, piccoli animali che vivono nel giardino e a cui non pensiamo mai. Anzi, il protagonista lamenta proprio che le cose a cui ha voglia di pensare, quella vita sotterranea che adesso si prende gioco del corpo del padre, sono le cose per cui veniva rimproverato di perdere tempo.
Perdonami se a volte mi distraggo e mi soffermo, senza posa, sulle cose che tu ritenevi inutili. Ma ora, in mezzo a tutti quei lombrichi, starai pensando che alla fine non erano così poco importanti. Non è vero?
Tradotto in maniera eccellente da Lara Dalla Vecchia, questo libro è un’originale riflessione sulla caducità della nozione di antropocentrismo e sulla società che si nasconde dietro a grandi ideali, mentre la vita ne suo scorrere è tremenda carnalità e deperimento.
Si coglie in Natalia García Freire un gusto rinnovato verso l’esistenzialismo delle cose ultime, ma di stampo completamente sudamericano, avvicinabile per certi versi ad un’altra grande autrice di questo ultimo periodo, Ariana Harwicz (leggi la recensione di Ammazzati amore mio). Tutte e due le autrici sono figlie di un certo noir dei legami famigliari riconducibile a Clarice Lispector, autrice ancora troppo poco apprezzata in Europa e invece finalmente riscoperta dalle nuove generazioni di scrittrice sudamericane.
Natalia García Freire – Questo mondo non ci appartiene – SUR
Traduzione: Lara Dalla Vecchia
Un commento
Pingback Regali di Natale 2022 – Libri: la nostra selezione