Una selezione di recensioni (leggi la nostra recensione) di Bruges la morta di Georges Rodenbach (vai alle citazioni).
Leggere a colori
Insieme alla moglie, Hugues ha vissuto una vita allegra, viaggiando da una città europea all’altra. Sono passati anche da Bruges, che li ha colpiti per la sua cupezza e austerità: una città “morta”, quindi. È proprio per questo che Hugues, dopo la scomparsa della moglie, la sceglie per stabilirvisi: una città morta è perfetta per accogliere il suo dolore e per vivere la sua vita, che tale non è.
Piego di libri
Poi ad un certo punto può anche accadere che una lettura te la consigli il personaggio di un libro. Dopo anni di letture disordinate. Di passaparola. Di libri che sono come ciliegie, che una tira l’altra. Dopo anni di letture metodiche. Per leggere tutto di un certo autore o filone narrativo. Per non lasciare indietro niente di essenziale e non avere lacune. Accade anche che all’improvviso il libro te lo consigli chi è dentro un altro libro.
SoloLibri
Hugues Viane, facoltoso quarantenne, trascorreva gran parte delle giornate nelle sue stanze al secondo piano della sua casa nel centro storico di Bruges, con le finestre su Quai du Rosaire che si specchiano nelle acque dei canali. Viveva a Bruges da cinque anni, dalla morte dell’amata moglie, accudito dalla vecchia e cattolicissima domestica fiamminga Barbe. La separazione era stata troppo dolorosa: i ritratti dell’amata erano ovunque nelle stanze e conservava tutto ciò che le era appartenuto. Aveva finanche riposto in una teca di vetro sul pianoforte, ormai muto nel salone, la sua lunga chioma bionda intrecciata, che tutte le mattine andava a contemplare. I capelli, sapeva bene, non si scolorano né si consumano.
Penna d’oro
Nella presentazione di Marco Lodoli mi ha colpita una sua riflessione: “Bruges la morta non è un romanzo a tesi, ovviamente, ma mi sembra che abbia un tema forte, dominante, da cui Rodenbach non si discosta nemmeno quando il demone della descrizione sembra annebbiare le pagine. Il tema è quello della fedeltà diabolica e della giusta tentazione.”
SaltInAria
Un’opera dimenticata per più di un secolo, classico importante di fine Ottocento, espressione della letteratura francofona europea. Un romanzo di ambientazione dove la città di Bruges con il suo torpore e rigore religioso, la sua profonda malinconia e struggente bellezza, pudica e dimessa, fa da specchio al sentimento di dolore e alla voglia di consacrarsi alla sofferenza di un vedovo. Di grande modernità per lo scavo psicologico sottile di fronte al fallimento della ragione e della coscienza rispetto alla violenza appassionante dell’amore. Un epilogo tragico e noir che lascia sgomenti anche se le cronache ci hanno abituato sempre più alla quotidianità e alla convivenza di eros e thanatos.