Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi

La poesia di Chandra Livia Candiani arriva dritta al cuore. Anzi, forse più in fondo. Dritta nell’anima.

Un libro affilato e puntuale

La sua è parola della realtà concreta, nitida, tagliata su misura: sembra di toccarla. Ma è anche parola dell’anima, preciso – e magico – contenitore dell’esistenza tutta.

È la parola infantile, a volte, quella uscita dalla penna dei bambini, che Chandra prende in prestito nella sua nuda essenzialità. O è quella inventata: non ricerca di neologismo prezioso, ma figlia di un’urgenza di dire ciò che in altro modo non si potrebbe.

È parola viva, profumata di salvia o pomodoro. Fisica, come “cocci di discorsi infantili”. Manda “odore di onda”, sentore di “lombrico e patata”. È parola trascendente anche, che risponde alla necessità di un senso, che svela Dio “ingarbugliato in goccia d’acqua… dio coda di lucertola… dio belva e piuma… dio uovo”.

La parola di Chandra in definitiva è parola sensibile che tocca il corpo e l’anima, perché scaturisce da un’urgenza emotiva, non intellettuale, non razionale. Sgorga fuori da quelle parti di profondo che sono comuni all’essenza umana. E arriva a toccare la nostra essenza più vera, senza esigere, mai, la mediazione della mente.

È con queste parole che Chandra, nella sua poesia, compie una dichiarazione d’amore sfaccettata e intensa all’esistenza nella sua interezza, di cui, tra i dolori e le gioie, Vita e Morte non sono che due aspetti – complementari, non antitetici.

Valutazioni emotive:

Felicità: 100%

Tristezza: 70%

Profondità: 100%

Appagamento: 100%

Indice metatemporale: 100%

Voto complessivo - 90%

90%

User Rating: Be the first one !

Su rossopero

Rosso perché a circa otto anni dicevo ai miei che da grande sarei diventato un pilota della Ferrari ( con mio padre che mi accompagnava ogni volta dal medico sperando in una cura). Però perché una volta guarito, mi sono dedicato ai primi esperimenti con la corrente elettrica iniziando a infilare le dita nelle prese, gironzolando a piedi nudi per casa. Con una percezione del rischio completamente azzerata e spinto da questa strana curiosità per le cose elettriche, ho preso la laurea in ingegneria dando fondo a tutti i miei risparmi. Rossoperò perché oggi mi ritrovo a lavorare sulle automobili, passando anche da Maranello, a un passo da quello che è stato il mio sogno. Seguo assiduamente la F1 e suono il sassofono…come non essere felice!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.