04/06/2016
Garbine Muguruza vs Serena Williams 7-5 / 6-4
L’amazzone ha portato l’attacco decisivo alla regina, un attacco fatto di violenza e prepotente ignoranza. Anche se dobbiamo notare come ultimamente tenti di accompagnare alcuni colpi con qualche timido passo verso lo spauracchio chiamato rete. Serena invece abdica per la seconda volta consecutiva in finale, comincia ad essere un vizio che sa di mancanza di stimoli e difese immunitarie in fuga. Tutto sommato match piacevole, di una piacevolezza selvaggia.
Garbine Muguruza 9,5
Per lunghi tratti ha preso a pallate l’avversaria, una che si chiama Serena Williams. Non è mai facile farlo, ancor di più per tutto l’arco di una partita. Ha tirato tutto, pure le seconde ed oggi ha avuto una palla più pesante dell’avversaria e la capacità di sbagliare meno. La spagnola sa di tempesta di sabbia, potente e fastidiosa, capace di infilarsi in qualsiasi trama del gioco e della testa dello spettatore. Merito ulteriore la mancanza di braccino, tranne in un paio di occasioni nel finale bisogna riconoscerle sangue freddo e coraggio.
Poi certo, quando deve lavorare una palla non sa da che parte iniziare, nel ricamo considero molto più pratico mio cugino quando è ubriaco e sotto pressione (e lui odia la pressione), però oggi non ne ha avuto bisogno e ad per imparare ha ancora tempo.
Serena Williams 4,5
Non è un voto dovuto alla sconfitta in sé, si può perdere contro un’avversaria che tira in quella maniera. Non è nemmeno dovuto alla mancanza di lotta, l’idea che potesse risollevarla come al suo solito ha fatto capolino fino alla fine. Non è nemmeno dovuto alla quantità spropositata di errori che ha sparacchiato qua e là in ogni angolo della partita. E non è nemmeno dovuto a sceneggiate particolari che anzi oggi ha limitato al minimo sindacale. Però, porco il demonio, se hai quella esperienza e tecnicamente sai fare più cose, perché devi cadere nella dolce tentazione mortale di giocartela a braccio di ferro contro una virgulta in piena crescita? Prova a metterla in difficoltà in altro modo e poi, se nemmeno così ci riesci perché si tratta proprio di una giornata di merda, allora vabbè cedi le armi. Forse l’orgoglio ha fottuto Serena, l’impossibilità di ammettere che la regina non tira più forte di tutte. Quanto orgoglio serve sacrificare sull’altare del ventiduesimo slam? Di più Serena, di più di nulla.
agafan
01/06/2016
Samantha Stosur vs Tsvetana Pironkova 6-4 / 7-6
Stosur porta a casa un buon match e si qualifica, per la quarta volta in carriera, alle semifinali di Parigi. La partita si gioca sui rispettivi colpi deboli: il rovescio dell’australiana e il diritto della bulgara, veramente inadeguato a questi livelli. Giocatrici intelligenti entrambe, cercavano reciprocamente il fondamentale che più metteva in difficoltà l’avversaria. La partita gira sul 4-2 Pironkova, servizio Stosur, 0-40. L’australiana annulla tre palle break e conquista di slancio il primo set. Seconda partita con alti e bassi da entrambi i lati, comunque piacevole. Pironkova getta alle ortiche un tie break che la vedeva in vantaggio 5-2, con anche un set point non sfruttato. Fra le due tenniste, entrambe molto intelligenti ma anche molto emotive, ha prevalso la più forte.
Samantha Stosur 7,5
Una giocatrice dal diritto così efficace, potente, bello da vedere, dovrebbe stazionare stabilmente fra le prime cinque o massimo dieci al mondo. Invece i suoi frequenti black out la respingono in posizioni di classifica di rincalzo. In questa partita ha dimostrato carattere.
Tsvetana Pironkova 7
Si spera che riacquisti fiducia con questo risultato per fare bene, d’ora in poi, non solo sull’erba per poche settimane all’anno. L’accattivante bulgara si muove benissimo, è sempre mentalmente lucida, ma deve lavorare tantissimo sul diritto. Ma dai, vale più della settantesima posizione nel ranking (da oltre la centesima) che conquisterà da lunedì.
Mec
Garbine Muguruza vs Shelby Rogers 7-5 / 6-3
Pronostico rispettato: l’outsider americana ha potuto poco di fronte ad una giocatrice di un’altra categoria. Però, attenzione, c’è stata partita, eccome, nel primo set ed all’inizio del secondo. Perché Muguruza ha impiegato un po’ di tempo a capire come spostare la Rogers, che se può colpire da ferma, in quanto a potenza è in grado di dar fastidio a qualsiasi avversaria. Partiva forte l’americana, con un break, che Muguruza riusciva a recuperare solo nel finale di set, quando Rogers sul 5-4 serviva per la prima partita. Come prevedibile, il match è girato lì. Nel secondo set c’è stata partita solamente nei primi giochi, quando Rogers a sorpresa riusciva a riprendere inizialmente l’avversaria, per poi capitolare.
Garbine Muguruza 7
Già l’avevamo vista, da vicinissimo, danzare a Roma l’amazzone spagnola, pronosticandone un avvenire tennisticamente roseo. In questo torneo Slam, si affaccia con maggiore frequenza a rete: beninteso, si contano sulle dita di due mani le discese a rete, sempre più che a Roma quando l’avevamo vista eseguire se non ricordo male solo una o due volée. Inguardabili.
Shelby Rogers 6,5
Bene l’americana, una delle sorprese in assoluto di questo Roland Garros. Tremato un po’ il braccino al momento di servire per il primo set, ma va bene così, per lei esperienza inaspettatamente lunga e positiva in terra di Francia.
Mec
30/05/2016
Stanislas Wawrinka vs Victor Troicki 7-6 / 6-7 / 6-3 / 6-2
Mi adeguo alla legge della praticità e mi accodo alla formulazione delle pagelle per un’edizione del Roland Garros più bagnata del solito. Non posso che iniziare dal campione uscente, che ha confermato tutta la sua classe ma anche la capacità di perdere la concentrazione in un battibaleno. Contro Troicki il match è stato solo apparentemente in equilibrio, perché in ogni scambio lo svizzero dava la sensazione di poter alzare l’asticella della qualità e dell’intensità a suo piacimento.
Stanislas Wawrinka 6,5
Con un pizzico di concentrazione in più avrebbe potuto faticare molto meno e portare la partita a casa risparmiandosi 60 minuti di gioco. Tuttavia, è sempre più centrato in tutti i fondamentali e sta crescendo esponenzialmente al servizio man mano che i giorni a Parigi passano. Attenzione, ha un quarto di finale sulla carta semplice contro la sorpresa Ramos e, quando arriva in fondo, Stan the Man diventa estremamente pericoloso per gli avversari.
Victor Troicki 6
Forse meritava addirittura un voto in più il simpaticissimo serbo, ma non si poteva dare un punteggio superiore all’avversario che l’ha battuto. Perché nel tennis, vivaddio, c’è sempre un vincitore ed un vinto. Partita di straordinaria generosità per Troicki, che avevo già visto dare spettacolo, a due passi da me, in un doppio a Roma in cui non lesinava gag con pubblico ed arbitro. Anche in questo ottavo di finale per lui proibitivo, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo lottando su ogni punto, consapevole della sua inferiorità tecnica rispetto a Wawrinka. Anche acciaccato, preferisce giocare piuttosto che ritirarsi. Esemplare.
mec
Shelby Rogers vs Irina-Camila Begu 6-3 / 6-4
Perché vedere un ottavo di finale fra due giocatrici poco conosciute che comunque non faranno tanta strada nel torneo (già un miracolo che una di loro sia potuta arrivare alla seconda settimana) e in carriera? La risposta è in certi maledetti vizi, che possono però rendere divertenti e appassionanti anche partite di questo tipo. Match vinto con merito dalla statunitense, che ha giocato il suo tennis fatto di fendenti da fondo campo e scarso movimento. La Begu, peraltro in un ottimo momento di forma, ha gettato alle ortiche un’occasione più unica che rara in uno Slam, sbagliando tutto quello che c’era da sbagliare contro un’avversaria ampiamente alla sua portata. Il livello infimo del match è data da un episodio: Begu si esibisce in una volee orribile, casuale ma vincente e Rogers, come se non ne avesse mai vista una di volee, applaude convinta il colpo dell’avversaria. Nemmeno al circolo una roba del genere.
Shelby Rogers 7,5
Appartiene alla scuola di Madison Keys e Coco Vandeweghe, sue compatriote. Nel senso che è una che tira fortissimo da fondo e si muove poco e male. Nella corsa in avanti è proprio goffa e impacciata. Ma crede nel suo tennis e bombarda, specie col diritto, la sciagurata rumena, sapendo approfittare degli errori dell’avversaria e giocando concentrata ogni singolo punto.
Irina-Camila Begu 4
Inguardabile, persino irritante nel suo perseverare con errori di ogni genere. Eppure sapeva benissimo quel che avrebbe dovuto fare in partita: muovere l’appesantita americana sia lateralmente sia, soprattutto, in avanti. Ma ogni sua palla corta era una scommessa e veramente troppi sono stati gli errori gratuiti. Irriconoscibile rispetto al recente passato (vedi Roma).
mec
29/05/2015
Agnieszka Radwanska vs Cvetana Pironkova 6-2 / 3-0 (sospesa per pioggia)
A concludere questa prima settimana di torneo per me avara di partite, speriamo di riuscire a gustarmi meglio la seconda anche se peggio è difficile, la nota lieta di vedere in campo Agnese, per deliziarmi il precena. Il punteggio un po’ è bugiardo, perché la bulgara ha lottato più di quanto dica, un po’ è veritiero, perché alla fine è sembrato che la polacca conduca il match che ha preparato. Per Pironkova la possibilità di riflettere dopo la pausa per pioggia.
Agnieszka Radwanska 7
Tesse la tela e vede l’avversaria impigliarsi, quindi continua a tessere senza sosta, con pochi errori e tanta solidità. Fa giocare non uno, ma tre colpi in più all’altra perché sa che prima o poi sbaglierà, le cerca il dritto ballerino perché sa che prima o poi sbaglierà. Naturalmente impreziosisce la prestazione con qualche ricamo sopraffino, ma opta più per il prolungamento dei punti perché sa che prima o poi l’altra sbaglierà. Ogni tanto, quando l’occasione è ghiotta, accelera e, avendo l’altra che prima o poi sbaglierà un servizio attaccabile si diletta pure con risposte vincenti. Insomma, va a finire che si vede quella che avrebbe potuto essere una lotta senza quartiere diventare uno stillicidio lento e senza pietà per una delle due, l’altra.
Cvetana Pironkova 6
Francamente cosa le puoi dire? Non gioca affatto male, persino in modo intelligente, crea grattacapi ad un’avversaria strafavorita, ha diverse situazioni per restare attaccata al match. Alla fine si ritrova in mano solo due game, verrebbe proprio da dire che non merita così poco, ma quanto sopra necessita di maggiore concretezza e meno sciagurataggine di dritto, vera arma contro se stessa. Lei tira e gioca, tira e gioca, tira e gioca finché non sbaglia, esasperatamente arresa. Deve sperare che la pausa cambi qualcosa, forse troppo.
agafan
26/05/2016
Kristina Mladenovic vs Timea Babos 6-4 / 6-3
Il primo match femminile che riesco a guardare di questo torneo è un incontro insipido tra una beniamina di casa che ha fatto il suo e un’ungherese assente ingiustificata.
Kristina Mladenovic 6
Ha i fili del destino in mano, lo si capisce immediatamente. Dopo i primi tre game prova a complicarsi la vita ma si riprende. Serve bene, tira discretamente, sale ottimamente sulle palle alte e senza peso. Fa il suo, senza picchi e senza infamia. L’unica cosa che non ho capito è se ho più apprezzato il tentativo di giocare diverse smorzate o se sono rimasto più inorridito dall’esecuzione, l’unica ben fatta è stata quella che le ha regalato il match. Che il tocco sia ispido lo si capisce anche sotto rete, dove sbaglia tutte le tentate carezze, tranne una demi-volée dall’intenso sapore di casualità. Davvero non saprei che dire: non giocarle ti prego quelle smorzate o brava che ci provi?
Timea Babos 4
Non pervenuta, di un’inconsistenza segnata da urlacci tremendi sui punti conquistati quando ancora ci crede o forse fa finta di crederci. Non mi sento nemmeno di imputarle troppo, è parsa fuori partita e fallosa oltre ogni possibilità di tappare le falle.
agafan
23/05/2016
Radek Stepanek vs Andy Murray 6-3 / 6-3 / 0-6 / 2-4
Faccio un’insolita incursione nel tennis maschile, conscio che tanto non capisco una mazza nemmeno di quello femminile e quindi posso sciorinare i miei deliri anche in campo maschile, una stronzata vale l’altra. Il match in questione è stato interrotto a causa dell’oscurità, con un Murray indignato, quando avrebbe dovuto esserlo contro se stesso, e uno Stepanek che non aspettava altro mentre si trascina per il campo.
Radek Stepanek 10
Per due set pennella il campo, gioca di volo in modo sopraffino e ruba il palcoscenico al più quotato avversario. Fa impazzire Murray senza dargli appigli, lo sbeffeggia con smorzate e pallonetti di volo, si carica credendoci quasi davvero. In senso inverso fa impazzire pure il pubblico che, la finezza francese ne sarebbe oltraggiata in caso contrario, gradisce parecchio. Il trentasettenne ceco folleggia per il campo e cerca di ritagliarsi uno spazio tra passato e presente ricamando con mano gentile.
Naturalmente il calo è inevitabile, dal secondo set l’età batte i suoi colpi e l’avversario incattivito lo sa. Non so se domani riuscirà nell’impresa, ma chi se ne frega, quello che ho visto mi è bastato e avanzato.
Andy Murray 5
Sbuffa, nell’inseguimento delle smorzate con versi improbabili, sbraita, sbaglia, non sa nemmeno bene con chi prendersela perché in definitiva non ci capisce una mazza. Per due set non sa cosa fare, ridicolizzato da un nonnetto che detiene un quarto della sua forza nel braccio. Preso per i fondelli, la soluzione sarebbe spaccare tutto o provare a prolungare in un’infinito confortevole gli scambi, ma non gli viene concesso né dal ceco danzante né dalla sua lucidità latitante.
Poi la razionalità prende il sopravvento sui fatti e concede a Murray il logico rientro, non dimenticando però un ultimo sgarbo impertinente: la vittoria te la vieni a prendere domani, per oggi che si parli del ceco volante.
agafan