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Biografia di Luis-Ferdinand Céline

Ecco la biografia di Luis Ferdinand Céline, autore di rottura che ha segnato la letteratura del 900 con il suo romanzo d’esordio, Viaggio al Termine della notte (qui la nostra recensione)

Céline e la nascita del romanzo moderno

Louis-Ferdinand Céline, il cui vero nome è Louis Ferdinand Auguste Destouches, nasce il 27 maggio del 1894 a Courbevoie, a poca distanza da Parigi. E’ figlio di Fernando, impiegato in una compagnia assicurativa, e di Marguerite, proprietaria di un negozio di merletti e porcellane. Fu scrittore, saggista e medico francese: scelse il nome della nonna materna, Céline, per firmare le sue opere.

L’infanzia e gli studi

Louis-Ferdinand trascorre un’infanzia poco piacevole non solo a causa delle ristrettezze economiche della famiglia, ma anche per colpa della mentalità piccolo borghese e conservatrice dell’ambiente in cui cresce. Oggetto di una protezione quasi morbosa da parte dei genitori, trova conforto nella nonna materna Céline.

Una volta concluse le scuole dell’obbligo, viene inviato dal padre all’estero, in modo che possa studiare le lingue. Tra l’estate del 1907 e quella del 1908 si trova in Germania. L’anno successivo vive in Inghilterra.

La Grande Guerra

Nel 1912, a diciotto anni, si arruola nell’esercito francese come volontario e viene aggregato a Rambouillet al 12eme régiment de cuirassiers. Due anni più tardi è attivo sul fronte della Prima Guerra Mondiale. Il 27 ottobre del 1914 resta ferito in modo piuttosto grave durante una missione pericolosa nelle Fiandre Occidentali. Viene così operato alla testa per due volte, per rimediare ai danni ai timpani conseguenti a un’esplosione.

Decorato con la Médaille militaire e con la Croce di guerra, finisce in copertina sull'”Illustré national”, prima di ottenere il congedo. Dopo un lungo peregrinare tra vari ospedali, si vede assegnare una modesta pensione di guerra e viene riformato per invalidità al 75%.

Dopo la guerra

Trova lavoro, dunque, presso l’ufficio visti del consolato generale francese in Inghilterra, e proprio a Londra incontra, negli ambienti della prostituzione, una barista di nome Suzanne Nebout, che diventa sua moglie; il matrimonio, però, dura pochi mesi, e non viene neppure registrato in Francia.

Nel 1916 Céline sottoscrive un accordo con la Compagnie Française Shanga Oubangui in virtù del quale si trasferisce in Camerun per curare una piantagione di cacao. Tuttavia decide di far ritorno in patria dopo appena nove mesi, in quanto spossato dalla malaria. Va così a lavorare in una rivista di divulgazione scientifica.

Nel 1919 si sposa con la figlia di un medico, di nome Edith Follet, che un anno più tardi dà alla luce la figlia Collet. Nel 1924 si laurea presso l’Università di Rennes in Medicina e Chirurgia. Inizia quindi a lavorare per la Società delle Nazioni, spostandosi a causa di questo impiego a Ginevra e poi in Inghilterra, in Africa, in America e a Cuba.

Il ritorno in Francia e le prime pubblicazioni

Nel 1928 torna in Francia, a Parigi, e soggiorna a Montmartre, dove lavora come medico quasi senza retribuzione, prestando la propria opera per i più poveri. E’ in questo periodo che scrive “Viaggio al termine della notte” (Voyage au bout de la nuit, 1932 – la sua opera più nota).

Nel 1937 scrive un pamphlet intitolato “Bagatelle per un massacro”, seguito l’anno successivo da “L’école des cadavres“. Nel 1941 scrive “Les beaux draps”. In queste tre opere Louis-Ferdinand Céline lascia trasparire in modo alquanto evidente il suo sentimento antisemita, e in particolare ne “L’école des cadavres” attribuisce la colpa della crisi della Francia ai capitalisti e agli ebrei, auspicando un’alleanza con la Germania di Hitler in modo da favorire lo scontro tra gli Stati ariani, e il Regno Unito con gli Stati Uniti, democrazie occidentali ormai giudaizzate.

L’esilio di Céline in Danimarca

Nel 1945, alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, viene esiliato dalla Francia con l’accusa di collaborazionismo e di antisemitismo. Céline trova rifugio in Danimarca. Nei primi mesi del suo soggiorno vive in clandestinità insieme con la sua terza moglie, la ballerina Lucie Georgette Almansor, che aveva conosciuto una decina di anni prima.

Scoperto dalle forze dell’ordine, viene arrestato da alcuni poliziotti in borghese, non prima di aver tentato di scappare. Rimane rinchiuso per quattordici mesi nel carcere Veste Faengsel. Questa esperienza distrugge il suo fisico, non solo per la segregazione in cella, ma anche per la pellagra e lo scorbuto derivanti da un’alimentazione insufficiente, nonché dall’obbligo di rimanere per tutto il giorno seduto.

Nel febbraio del 1947 Céline riesce a farsi assegnare la libertà provvisoria e si fa ricoverare in un ospedale di Copenaghen. Conquista la libertà definitiva quattro mesi più tardi, e va a vivere in una soffitta in compagnia della moglie.

Gli ultimi anni di Louis-Ferdinand Céline

Dopo l’esilio in Danimarca, nel 1951 torna in Francia e si stabilisce a una decina di chilometri da Parigi, a Meudon. Qui prosegue la propria attività di medico, pur dovendo fare i conti con il fatto che sono in pochi ad accettare le sue prestazioni.

Nel 1952 dà alle stampe “Féerie pour une autre fois I“, seguito un paio di anni più tardi da “Normance”, noto anche come “Féerie pour une autre fois II”. Negli anni successivi si dedica alla cosiddetta trilogia tedesca, che include “D’un chateau l’autre”, “Nord” e “Rigodon”.

Vivendo come un condannato, esce di casa pochissime volte, amplificando la propria misantropia e circondandosi unicamente di cani e gatti. Dopo aver comunicato, il 29 giugno del 1961, di aver concluso il romanzo “Rigodon”, due giorni più tardi è vittima di un aneurisma che causa un’emorragia cerebrale che lo porta alla morte. Muore all’età di 67 anni, il 1° luglio 1961.

Tratto da: biografie online

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Biografia di Luis-Ferdinand Céline ultima modifica: 2018-08-29T08:13:02+00:00 da massimo miliani

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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