Giulio-Giorello

Cinque libri con cui Giulio Giorello ha cambiato la mia vita

Mentre lunedì arrivava dai giornali nazionali la notizia della morte di Giulio Giorello, per me si apriva una riflessione su talmente tante cose che ora non saprei neanche bene dire su cosa stessi riflettendo.

Da un lato la gioventù che fugge in un posto che ti sembra sempre a portata di mano, mentre ad un certo punto non lo è più. Semplicemente quel posto ad un certo punto non esiste più. “Pensi che non sia mai tardi, poi ad un certo punto invece è tardi e basta” fa dire Sorrentino a Sean Pean in This is must be The place, ecco il concetto è quello.
Poi invece si affacciava un’altra riflessione, più sottile, più gratificante, il pensiero di quanto mi abbia cambiato seguire le lezioni di quel Professore rispettato da tutti per la sua incredibile memoria e genialità, ma anche un po’ schernito per il suo essere sempre da un altra parte, lontano dalla realtà unica che noi tutti viviamo.
In questa seconda riflessione in realtà ritornava a specchiarsi anche la prima. Pensavo infatti a quanto la lettura dei libri che il Professor Giulio Giorello ci consigliava o ci assegnava, mi avesse rivelato un’altra l’immagine di ciò che mi circonda, trasformando il mio essere nel mondo da palo che sta fermo contro il vento a pallina che rimbalza tra gli input della terra.
Ma insomma ognuno ha i suoi ricordi, non val la pena stare qui a tergiversare troppo. Quello che conta sono le idee, la loro immortalità è lì per insegnare a tutti, senza distinzioni di età o epoche. Ci sono almeno cinque libri che una volta letti mi trasformarono in una persona diversa, ma credo sia una lista che in molti potrebbero condivideranno. Ho provato a metterlo in fila, senza una logica, tranne l’ultimo.

Le cena delle ceneri – Giordano Bruno


Giordano Bruno é un autore fondamentale nella bibliografia giorelliana, non solo per il contenuto espresso tra le pagine, ma anche per la figura stessa che il nolese incarnava su di sé: ribelle, colto, visionario, blasfemo e irriverente. Tra tutte le opere di Giordano Bruno, i suoi testi venivano regolarmente assegnati ad ogni corso, penso il Professore sceglierebbe questa, forse ancora di più de il Candelaio. Il carattere di questo scritto, pubblicato a Londra per la prima volta nel 1584, é diverso dal resto dell’opera di Bruno, da un lato per la serietà dei dialoghi concepiti platonicamente in quanto ad esposizione, da un altro per la chiarezza con cui il mondo nuovo della rivoluzione scientifica viene annunciato senza troppi giri di parole. Emozionante.

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Etica dimostrata con metodo geometrico – Baruch Spinoza


Il filosofo di Amsterdam di certo non ha mai sofferto della mancanza di estimatori, ma per Giulio Giorello era una guida nella notte, soprattutto se si pensa all’epoca in cui Spinoza scriveva con una certa leggerezza della natura di Dio e della sacralità dei testi sacri. Ma l’Etica di Spinoza si ama per un’altro motivo, per la sua capacità di infilarsi sotto pelle coi suoi sottili ragionamenti sulla vita e sui rapporti fra individui, fra individui e verità. La dimostrazione geometrica della natura umana é semplicemente la dimostrazione che Spinoza era il più grande di tutti, un tocco di classe a cui non si può rimanere sordi.

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Sull’orlo della scienza. Pro e contro il metodo – Imre Lakatos,Paul K. Feyerabend


Due tra le più grandi figure della filosofia della scienza discutono fra loro di metodo scientifico, di scienziati, laborarori, ma anche di politica e libertà. É stato più libertario il comunismo o il nazismo? Questa é una delle tante questioni che vengono sollevate in questo libro meraviglioso che non può non essere letto da chi voglia affrontare con freschezza i temi della contemporaneità. Paul K. Feyerabend era spesso citato in vari contesti da Giulio Giorello attraverso le sue opere, ma questo testo permetteva anche ai non addetti ai lavori di afferrare il succo di tante riflessioni della cattedra di Filosofia della Scienza: non pensare di avere ragione, goditi il torto.

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Il primo squillo di tromba contro il mostruoso governo delle donne – John Knox


Chiunque trovava questo libero in mezzo alla bibliografia dell’esame di Filosofia della Scienza si chiedeva: ma che c’entra? Che ci serve? Ed in effetti quel libro, non centrava assolutamente nulla col resto del programma, ma questo era il bello di leggerlo. Una disquisizione scientifica sull’inferiorità della donna e sul suo essere diabolica, ovviamente delirante, ma apparente credibile e lucida. Giulio Giorello aveva già in mente quello che anni dopo sarebbe stato il gioco forza del social network e delle fake news: dillo bene, si convincente, di quello che vuoi.

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Di nessuna chiesa – Giulio Giorello


Sono tanti i libri che si potrebbero consigliare per capire il pensiero del Professore, ma scelgo questo perché rimane uno degli ultimi (2005) e perché si respira tra quelle pagine una delle sue fasi migliori a mio avviso. Il titolo è già ovviamente esaustivo di alcuni contenuti, la scelta di essere fedeli solo all’infedeltà ai principi, la possibilità di ritagliarsi libertà in qualunque contesto. Rimane un testo fondamentale per il relativismo perché Giulio Giorello proprio in Di nessuna Chiesa esprime un pensiero semplice che diventerà la guida per tutta la riflessione relativista da quel momento in poi: i relativisti non hanno mai ammazzato nessuno per convincere della bontà delle loro idee, chi pensava di possedere della verità sì.

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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