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Avventure del Capitano De Contreras di Alonso de Contreras – Recensione

Avventure del Capitano De Contreras è il diario di un avventuriero, di un soldato, di un femminicida, di un omicida e di un balordo, scritto in prima persona da Alonso De Contreras nel 1630

Qualcuno si chiederà cosa c’è di interessante nel racconto delle barbarie compiute da questo figlio di buona donna tra i mari del mediterraneo e la domanda non sarebbe mal posta, peccato che a smentirvi ci sarebbero filosofi, scrittori e artisti che hanno attraversato il novecento e che hanno amato questo diario. José Ortega y Gasset, Sciascia, Benedetto Croce ma anche Ernest Junger e Javier Marias vi racconterebbero di un perfetto documento storico della vita quotidiana di uno dei tanti avventurieri che mettevano a ferro e fuoco le città costiere di tutto il Mediterraneo, pagine in cui compare ed emerge lo spirito di quel particolare periodo storico che precede di poco la cosiddetta nascita del mondo contemporaneo. Epoca buia il seicento, epoca di uomini duri che nel saccheggio e nella violenza vedevano la possibilità di vendetta per violenze a loro volta subite.

“Discorso sulla mia vita, da quando partii per servire il Re all’età di quattordici anni, nell’anno 1595, sino alla fine dell’anno 1630, all’1 di ottobre, che cominciai questa relazione.”

L’effemeride del Capitano Alonso De Contreras si apre nella bella città di Madrid nel 1582, membro di una famiglia numerosa e povera, il nostro futuro levantino vittima di una ingiustizia e colpevole di un assassinio è assediato da un temperamento sanguigno e iracondo, sempre pronto alla zuffa o al duello. Fattosene già a quattordici anni una ragione dell’impossibilità di condurre una vita serena piantata sulla terra ferma, Alonso De Contreras si imbarca a quattordici anni come marinaio per terre sconosciute, pronte a far assaggiare la sua spada a popoli lontani dalla sua cristiana Spagna.

“E siccome io sentivo ancora il bruciore della frustate, cavai di tasca un temperino, buttai a terra il mio compagno… Mi pareva di non farli male, e allora lo rovesciai pancia in su e giù altri colpi.”

Qui iniziano una serie di avventure travolgenti e immorali come difficilmente se ne potrebbero immaginare, se vi è sembrata movimentata la vita di Mike Tyson, bè quella del Capitano Contreras vi sembrerà un distillato di cattiveria e spavalderia difficilmente eguagliabile.

“Col colpo di colubrina avevo mezzo massacrato anche il loro capo, che ora stava morendo per le ferite; prima che spirasse lo legai per un piede e, issato sulla forca, entrai in porto”

Come dicevamo non ci sono solo le avventure del Capitano de Contreras in questo libro rocambolesco ma anche la fotografa di un epoca importante per il mondo, tempi in cui si è giocata la partita del furto delle materie prime che ora permette a noi europei di stare col culo al caldo e guardare male chi attraversa il mare sui pescherecci.

“Fra i molti cadaveri che buttammo a mare ce ne fu uno che rimase a pancia in su, cosa ben rara trattandosi di mori e di turchi che, quando li si butta morti in mare, subito rivoltan sotto faccia e corpo”

Come giustamente commenta nella bella prefazione Arturo Pérez-Reverte, giudicare con i parametri della moralità della nostra epoca questo diario è stupido oltre che fuorviante facendoci perdere l’essenza della faccenda: il Seicento è stato uno dei secoli più violenti del mondo e il Capitano non era altro che “un uomo duro in tempi duri”.

Così se sarete capaci di liberarvi del giudizio morale e di ogni politically corret potrete godervi le avventure di questo manigoldo sanguinario spagnolo che vi racconterà con grande schiettezza di omicidi e torture, di gioco d’azzardo e di vino bevuto per ingannare la morte, donne che lo amano e lo tradiscono e naturalmente donne che vengono passate per la sua spada a causa dei tradimenti.

La forma letteraria è semplicemente spiazzante tanto è sincero Alfonso de Contreras nel raccontare sconfitte e vittorie (con le donne comunque il Capitano fu veramente sfigato) ma anche nel descrivere come semplicemente naturali storie che farebbero accapponare la pelle al peggior contractor contemporaneo.

“Io avevo notato che le sue premure cominciavano ad essere eccessive, ma non pensai a niente di male…finche una mattina la loro mala fortuna volle che li sorprendessi insieme, e morirono.”

Un  libro davvero entusiasmante per leggerezza e sguardo sul mondo che vi regalerà qualche bella ora di evasione dal nostro contemporaneo dove il massimo della trasgressione, purtroppo,  si chiama Young Signorino.

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Avventure del Capitano De Contreras di Alonso de Contreras – Recensione ultima modifica: 2018-06-04T16:35:10+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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