La casa olandese - Ann Patchett

La casa olandese – Ann Patchett

La casa olandese di Ann Patchett si inserisce a pieno titolo tra i libri che narrano le saghe di famiglie in decadimento dopo aver conosciuto grandi fortune, ma il tema qui viene affrontato in maniera squisitamente pratica, partendo sempre da un piano concreto in cui le finanze, o le congetture della vita, costruiscono sempre la base per scelte o rimorsi.

La casa olandese di Ann Patchett

“Pensi che sia possibile vedere il passato com’era veramente?”. Questa è la domanda che attraversa tutte le pagine del libro, romanzo finalista al Premio Pulizer dello scorso anno a firma di Ann Patchet.

Un’indagine sul passato che si articola in cinquant’anni fra indagini e vita vissuta, subita, ritrovata.

Il protagonista del libro è Danny, figlio più piccolo di una coppia irlandese i Cyrill, che oltre a lui hanno generato Maeve, sorella e in qualche modo madre del fratello e voce narrante.

L’infanzia che ci viene narrata da Danny è apparentemente felice, sembra scorrere tranquilla, anche se traspaiono una serie di punti di domanda e vuoti esistenziali che pian piano nel libro prenderanno forma e contenuto.

Il luogo centrale di tutta la narrazione è una casa, definita olandese in virtù dei vecchi proprietari che hanno costruito un edificio dal gusto barocco e vintage. Una casa elegante e lussuosa che appare però inesplorata e sovrabbondante di eccessi.

La casa olandese però non è solo la casa attorno a cui scorrono le vite della famiglia Cyrill, è soprattutto l’ultima tappa di una serie di investimenti di grandissimi successi fatti dal padre di famiglia, passato da uno stato di sussistenza ad una grande ricchezza acquisita in pochi anni.

Ricchezza immobiliare, costruita sulla grande capacità del signor Cyrill di fiutare affari, ristrutturare e affittare piccoli appartamenti nell’aria periferica di Filadelfia.

Il tema della capacità di fare affari in campo immobiliare sarà centrale per tutto il libro e ossessionerà i due fratelli, soprattutto quando le loro capacità finanziarie verranno meno.

La storia della famiglia Cyrill conoscerà infatti un punto di non ritorno, un buco narrativo da cui si originerà lo smembramento della famiglia e il dissipamento della ricchezza acquistata.

La casa olandese

La madre di Danny e Maeve scompare all’improvviso, lasciando i due bambini soli in balia della nuova moglie del padre, Andrea, una donna apparentemente debole e succube del padre che, in realtà, nasconde una grande forza e un grande rancore nei confronti dei figli del marito.

Noi conosciamo la storia dei Cyrill in questo punto, quando le cose iniziano a sgretolarsi, quando la ricchezza creata dal padre diventa un boomerang contro i suoi figli, andando a porsi come origine di inchiesta e rimuginamenti sul passato.

I fratelli si stringono fra loro e, nel frattempo, passano gli anni e si costruiscono nuove vite. Danny diventa un medico insoddisfatto e Maeve una sorella premurosa ma solitaria, forse troppo presa dal passato per costruire un futuro.

Le descrizioni sono ridotte all’osso, quello che conta è il racconto degli stati emotivi che attraversano i protagonisti, senza però che si cada mai nel sentimentalismo o nella descrizione troppo sofferta. Semplicemente c’è un racconto di vita, dove le domande, come spesso accade nella vita di tutti i giorni, rimangono sospese e inattese, offrendo quindi spunto alle ossessioni e all’incapacità di abbandonare il proprio passato.

Dalle parole del protagonista, un uomo a tutti gli effetti capace di abbandonare il passato per lanciarsi in un futuro anche se poco soddisfacente, capiamo anche quanta importanza abbia la capacità di perdonare, di lasciare il beneficio del dubbio a chiunque.

La casa olandese si inserisce a pieno titolo tra i libri che narrano le saghe di famiglie in decadimento dopo aver conosciuto grandi fortune, ma il tema qui viene affrontato in maniera squisitamente pratica, partendo sempre da un piano concreto in cui le finanze, o le congetture della vita, costruiscono sempre la base per scelte o rimorsi.

Si potrebbe accusare i protagonisti di questo caldo romanzo di essere freddi, poco romantici, ma forse sarebbe meglio dire che sono fin troppo normali, fin troppo simili alla maggior parte delle persone che sceglie la propria vita, o la rimpiange, su basi quasi esclusivamente pratiche.

Ann Patchett – La casa olandese – Ponte alle Grazie
Traduzione: Guido Calza

Voto - 85%

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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