“Sonetti e poesie d’amore” di Anna De Brémont: la testimonianza di una donna libera

“Sonetti e poesie d’amore” di Anna De Brémont è una raccolta poetica tradotta dalla Di Felice Edizioni ed edita in Italia per la prima volta con testo inglese a fronte; l’opera originale, intitolata “Sonnets and Love Poems”, è stata pubblicata a New York dalla J. J. Little and Co. nel 1892.

Nata negli Stati Uniti d’America da genitori irlandesi, Anna De Brémont andò presto in sposa a un conte, Léon De Brémont, che però morì a pochi anni dal matrimonio; la poetessa, rimasta sola e ancora giovane, decise di non soccombere alla tristezza ma di vivere a pieno la sua vita: si trasferì a Londra e intraprese poi un tour internazionale, soprattutto in Europa e in Sudafrica. In ogni luogo in cui approdò, Anna fece sentire la sua voce e dimostrò la sua grande capacità di attirare su di sé le attenzioni degli artisti e delle personalità culturali; propugnatrice dell’emancipazione femminile, affermò la sua indipendenza e il suo diritto a godere dei piaceri della carne attirando su di sé molte critiche. Anna ha condotto una vita avventurosa e libera, e ha scritto diverse opere tra le quali le liriche contenute in questo testo: “Sonetti e poesie d’amore” raccoglie la quasi totalità dei suoi componimenti ed è divisa in tre sezioni, il cui filo conduttore è l’amore; chi, se non lei, che ha amato senza riserve, poteva cantare questo sentimento raccontandolo nelle sue tante sfumature? Anna De Brémont ci parla attraverso i suoi versi dell’amore romantico e di quello passionale ed erotico, e ancora di quello tradito o vagheggiato; viene sviscerato anche l’amore per la figura materna, o per la poesia stessa e per le altre arti: il suo legame con la cultura e con gli ambienti ad essa connessi, infatti, furono fondamentali nella sua esistenza, così come le amicizie che intrattenne con molti esponenti dell’arte e della letteratura, come Oscar Wilde. Nella raccolta, oltre all’amore, troviamo anche lo struggimento per ciò che si è amato e perduto; l’opera è infatti dedicata al marito scomparso prematuramente e alcune delle liriche in essa contenute parlano di lui, come accade nella poesia intitolata “In assenza”: «Non c’è silenzio in questa selvaggia, selvaggia notte; il vento s’infuria come un leone inquieto. Mi siedo sola e medito con calma, tessendo sogni alla morbida luce della candela. Ma io non sono sola; vicino a me siede il tuo altro sé – è la tua anima che vedo; e oh! come sono dolci le parole che mi dice, com’è caldo il bagliore nei suoi occhi, illuminati d’amore! […]».

Casa editrice: Di Felice Edizioni

Collana: I contemporanei del futuro

Genere: Raccolta poetica

Pagine: 256

Prezzo: 25,00 €

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