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Australian Open 2018 – Le pagelle di Elise Mertens vs Daria Gavrilova 7-5 / 6-2

Elise Mertens vs Daria Gavrilova 7-5 / 6-2
Quando ho saputo che un amico aveva puntato 73 euro sulla vittoria della Gavrilova ero attonito e non ho mancato di avvisarlo: come può fidarsi di una delle giocatrici più umorali del circuito? Eppure l’aveva vista anche lui, a Roma, un paio di anni fa, sbraitare e prendersela con tutti. Sul 5-0 per l’australiana stavo quasi per ricredermi. Invece, ecco che Gavrilova è riuscita nell’impresa, davvero non facile, di non sfruttare 9 set point e di perdere poi il set 7-5. Il ricordo di questo primo set incide profondamente nel proseguo della partita di entrambe: la belga ringalluzzita dalla rimonta straordinaria appare sicura e fluida nei colpi e fa valere anche una migliore condizione atletica. L’australiana si perde nel ricordo di un set gettato via e scivola via velocemente verso il baratro. Non prima di aver litigato con il giudice di sedia.

Elise Mertens 7
Nella prima mezz’ora non riesce proprio a tenere la palla in campo. Contro qualsivoglia avversaria avrebbe perso il set. Invece la sua tenacia è aiutata dalla contendente e nel complesso merita di vincere un match che l’ha vista superiore fisicamente e tecnicamente all’australiana. Pare abbia un tabellone favorevole nei prossimi turni e pare sia quest’anno davvero solida: da verificare.

Daria Gavrilova 4
Meriterebbe forse un voto peggiore, non esiste perdere un set da 5-0 e non sfruttare 9 set point. Ma stiamo pur sempre parlando di tennis, uno sport diabolico, appunto. Sbaglia veramente troppo, nel secondo set prova con la forza dei nervi troppo tesi a rimanere in gara, ma paga una condizione fisica approssimativa e, naturalmente, il ricordo del primo parziale non conquistato. In lacrime quando battibecca con l’arbitra che, con faccia tosta, non le concede un replay chiesto troppo tardi: il punto era suo, ma è verosimile che non sarebbe cambiata la storia del match, visto che già stava sotto 4-2. Deve dimenticare in fretta questa partita.

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Su Dario Macrì

L'ego mi costringe a dire che sono un giornalista. Ma proprio il fatto che esterni tale conflitto è opera stessa dell'ego, che esulta. E questo è solo un accenno della contorta battaglia interiore che si combatte in me soprattutto fra petto e bocca dello stomaco. Dalla Calabria.

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