#MarteGP, grande Enea e… bentornato Marc!

Dopo aver ammirato foto sui social di hamburger e patatine fritte, persone che si mettevano alla prova con pistole e fucili, ma anche il più classico golf, è finalmente cominciato il quarto Gran Premio stagionale. L’unico americano. E anche sul tracciato a stelle e strisce l’inno di Mameli ha trionfato. In MotoGP e in Moto2, solo per un soffio è mancata la tripletta.

Enea Bastianini ha tirato nuovamente fuori dal cilindro una prestazione maiuscola, con tutti gli ingredienti giusti e usati nel momento adeguato. Ha calcolato tutto alla perfezione, mostrando ancora una volta la sua abilità nella gestione di gara, cambiando le carte in tavola a suo favore e andandosi poi a prendere il secondo successo in quattro gare con la Ducati del team Gresini. Un risultato straordinario, per lui e per la squadra, e la cosa che più mi piace di questo ragazzo è la sua umiltà, unita alla tranquillità che definisce il suo carattere. La stessa tranquillità che ha usato più tardi quando ha parlato di mercato, sottolineando però che la sua testa è impegnata sul qui e ora. La “Bestia” con la sua Desmosedici GP non ha sbagliato niente, e il punteggio pieno è super meritato, ma domenica scorsa forse saremmo potuti essere spettatori del suo primo duello con Marc Marquez. Solo un problema tecnico ha potuto rallentare lo spagnolo, perché se non ci fosse stato, avrebbe potuto lottare per la vittoria. E nell’ipotetico duello tra Enea e Marc, chi ne sarebbe uscito vincitore? Potremmo dire Marc, perché lo conosciamo di più ed è il più esperto, ma non si può neanche sottovalutare il grande talento (unito alla maturità) di Enea. Sarebbe stato un testa a testa decisamente molto interessante e possiamo solo sperare di esserne presto spettatori.

Certo è che entrambi sono stati autori di prestazioni fenomenali e la rimonta di Marquez è da sottolineare. Da ultimo a sesto, avendo saltato il GP precedente e su una Honda che non è più “la sua”, con cui deve ancora trovare il giusto feeling… Lo spettacolo con lui è assicurato.

Sul finale poi c’è stato il duello tra Alex Rins e Jack Miller, e per quanto entrambi si sarebbero meritati il secondo posto, ho trovato bello vedere la rinascita dello spagnolo dopo quel 2021 così difficile. L’ho rivissuto recentemente in MotoGP Unlimited (se non l’avete ancora visto, rimediate in fretta) e penso che abbia fatto un grandissimo lavoro su sé stesso per essere il pilota che è oggi. Colui che porta al limite la moto, ma capisce quando è il momento di non esagerare e non esagera. Quando gli ho visto fare quell’ultimo sorpasso su Jack ho pensato: “È pazzo!” E sì, un po’ di pazzia i piloti ce l’hanno tutti, ma quella mossa gli è riuscita e il risultato portato a casa è importante. Per oggi e per il futuro.

Chiudo con la vittoria italiana in Moto2 di Tony Arbolino, che se l’è sudata e che finalmente ha raggiunto dopo un periodo così lungo di assenza dal vertice. La Moto2 è stata una gara a eliminazione, ma lui è riuscito a fare meglio di tutti, a mantenere i nervi saldi e a non strafare. È stato anche lui intelligente e misurato, un po’ come Enea. Del resto il lombardo e il romagnolo hanno il manager Carlo Pernat in comune. Sarà mica un caso? Assolutamente, no. 

Su Serena Zunino

Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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