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Australian Open 2018 – Le pagelle di Simona Halep vs Angelique Kerber 6-3 / 4-6 / 9-7

Simona Halep vs Angelique Kerber 6-3 / 4-6 / 9-7
Si prevedeva un match molto combattuto e lo abbiamo avuto, anche se in modo più strano di quello che si poteva immaginare. Ora ci sarà una finale tra due che sono state numero uno senza vincere uno slam, una delle due cancellerà questo smacco; chi vincerà sarà numero uno al mondo; molto probabilmente ci sarà lotta dura con grande paura; ed io, per impegni di lavoro, non potrò vederla: ma vaffanculo!

Simona Halep 6,5
Entra nel match come una furia, pare proprio decisa a fare sua la semifinale con perentorietà e autorità. Certo viene aiutata dall’avversaria, ma lei gioca davvero molto bene. Infatti il primo set è suo, nonostante un tentativo di rientro da 5-0 a 5-3 dell’avversaria, ma Simona è brava a mantenere la calma e a non far diventare un finale scontato uno psicodramma.
Halep maturata? Ha vinto le proprie paure? Macché, basta che la tedescona rientri un minimo in dima che nella testa della rumena si affaccino prepotentemente ansia e nervosismo banchettando alticci e copulando contro natura, fino a farle perdere bussola e set. Ed è criminoso dato che Kerber semplicemente non sbaglia più troppo, ma oggi Simona ha molto più tennis dell’altra, riesce a mettere in campo troppa più qualità per andarsi a ficcare in questo pasticcio.
Terzo set tiratissimo, con match point assortiti, ma ancora una volta colpa della Halep. Perché l’avversaria ha palesemente esaurito le energie, arranca disperata, barcolla in attesa che le sferrino il colpo di grazia. Invece la rumena pasticcia fino a concedere due match point che annulla in maniera impeccabile. Da lì la partita prende la piega che avrebbe dovuto prendere diverso tempo fa, cioè la vittoria di Simona.

Angelique Kerber 8,5
Non si capisce bene se il suo piano d’azione preveda di chiudere gli scambi brevemente o semplicemente sparacchia a caso, di certo non gioca registrata il primo set. Anche quando tenta di rientrare lo fa attraverso vincenti a raffica sparati con temerarietà, non proprio il suo modo di operare. Insomma, pare non esserci.
Nel secondo set è molto brava a risistemarsi un minimo, sia ben chiaro nulla di eclatante, però evita gli errori banali del primo. A quel punto vede l’avversaria andare in tilt, mentre lei mantiene la velocità di crociera che sembra essere il massimo per oggi, di meglio non riesce proprio a proporre. Ma è in situazioni come questa che chi ha la stoffa del vincitore la tira fuori e Angelique ce l’ha, fa quel che può e, in questo caso, viene premiata con la vittoria del parziale.
Nel terzo set ottiene subito un break dopo uno scambio durissimo. Da lì in poi le sue energie scemano palesemente, non certo per quello scambio lì che rimane però suggestivo punto di svolta. Da lì in poi partita di puro sacrificio, rincorse disperate e incisività ai minimi termini. Parliamoci chiaro, chiunque altra sarebbe crollata nel punteggio o proprio per terra, la tedesca invece getta il cuore oltre l’ostacolo, solo che l’ostacolo a questo giro è insormontabile. Non possiamo nemmeno rimproverarle di non aver sfruttato i due match point sul proprio servizio, se li gioca bene l’altra, Kerber oggi non può chiedere nulla di più a se stessa e noi non possiamo chiedere nulla di più a lei. Sfiancata e in giornata no ci regala comunque una partita lottata.

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Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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