australian-open-2019

Simona Halep vs Lauren Davis 4-6 / 6-4 / 15-13

Simona Halep vs Lauren Davis 4-6 / 6-4 / 15-13
Tre ore e quarantacinque minuti di match intenso vinto da chi l’ha meno meritato. Un primo set con l’americana in cattedra, un secondo in cui la rumena ne viene a capo più per demeriti dell’avversaria, un terzo set in cui il gioco si alza di livello fino a diventare una bella partita e, infine, ultimi game giocati su nervi e fisico.

Simona Halep 7
Pare abbia problemi ad una caviglia, questo spiegherebbe in parte la mollezza con cui affronta i primi due set. Non riesce mai a comandare gli scambi né manovra, a tratti diventa spettatrice non pagante. Perde il primo set, mentre nel secondo viene graziata dalla confusione dell’avversaria.
Il suo gran merito è quello di restare in partita e innalzare un minimo il livello (abbassarlo sarebbe stata impresa più difficile che vincere uno slam), quanto basta per metterla in bagarre e venirne fuori in modo rocambolesco.
Bisognerà vedere il recupero dai problemi fisici, oltre che dalla fatica, perché il rischio di pagare tutto nel prossimo turno è molto alto.

Lauren Davis 7,5
Furetto dal piglio cazzuto decide di prendere il pallino del gioco, facilitata dalla remissività di Simona. Tutto il bello che si vede per due set viene solo da lei, con accelerazioni fulminanti e propositività continua.
Dopo aver incamerato il primo set, ha un passaggio di appannamento e lo paga perdendo il secondo parziale. Nel terzo non crolla di testa e rimane attaccata alla partita come me al mio compagno di viaggio in aereo. Brava perché resiste nel momento in cui l’altra prova a vincerla più di quanto faccia in precedenza. Ha tre match point sul servizio di Halep e almeno due se li gioca male, vero peccato della sua partita. Chiuso quel game si fa medicare, prima del cambio di campo, ad un piede e da lì diventa sangue e sudore, un piano su cui la numero uno del mondo non ha molto da invidiare.
Doppia la rumena in vincenti ed errori gratuiti, a dimostrazione che il suo tentativo è deciso. Forse, in qualche fase del match e vista la condizione di Simona, potrebbe provare a restare nello scambio qualche volta di più, ma alla fine gioca un match talmente gagliardo che può andare bene anche così.

[yikes-mailchimp form=”6″ title=”1″ description=”1″]

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.