Un’ora e mezzo di musica che pesca in parti uguali tra il nuovo album e i brani divenuti ormai dei classici. Dario Brunori non tradisce i 3.000 dell’Alcatraz regalando loro cuoricioni, canzoni da gridare a squarciagola-come-se-cinquemila-voci-diventassero-una-sola e tanto bello sciallo. O scialo, come direbbe lui.
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