La rabbia. Analisi di cinque casi di violenza, il saggio della psichiatra Rosalba Trabalzini

«Oggi si tende a differenziare sempre più spesso l’atto violento esercitato sulle donne e a definirlo come una forma specifica di violenza, quella di genere, più comunemente nota come femminicidio. Più che categorizzare le forme di violenza, è bene puntare il dito sull’educazione all’utilizzo della rabbia impartita ai giovani maschi, fin da bambini, oltre che sul rispetto verso le donne, indipendentemente se madri, sorelle o compagne di vita»: “

La rabbia. Analisi di cinque casi di violenza” di Rosalba Trabalzini è un saggio divulgativo in cui si analizza l’istinto primordiale dell’aggressività isolandone le cause genetiche ed epigenetiche, cioè l’esposizione a fattori ambientali e sociali. Durante la sua esperienza come psichiatra in un istituto penitenziario, l’autrice ha deciso di concentrarsi sulla violenza esercitata sulle donne e, per farlo, ha tenuto in cura cinque uomini, e ha analizzato la storia della loro vita fino al tragico evento che li ha visti protagonisti – «Il primo caso a essere trattato è quello di Estanoff, che fortunatamente non ha inferto ferite così gravi a livello fisiologico; il secondo è quello di Aureliano, che ha picchiato la sua ragazza in un raptus di gelosia e nella colluttazione l’ha colpita con due pugni diretti alla nuca, che le hanno fatto perdere l’equilibrio e l’hanno fatta cadere violentemente a terra, l’impatto con il pavimento ha completato la serie di profonde lesioni. Fortunatamente la ragazza è viva, ma è rimasta gravemente disabile. Il terzo caso è quello di Massimo: la sua convivente ha perso la vita in un incontro ravvicinato con ben diciassette fendenti. Il quarto è Salvatore, che ha ucciso sua madre; l’ultimo è Angelo, meglio conosciuto come il mostro del Circeo: reo di tre omicidi». La psichiatra si è concentrata soprattutto sull’infanzia dei cinque uomini, perché è sua convinzione che sia proprio in quegli anni che il bambino impari o meno a gestire in modo costruttivo e positivo l’aggressività; nei casi trattati ciò non è avvenuto: Estanoff, ad esempio, ha perso la madre da piccolo, perché ella era morta di parto dando alla luce il suo fratellino, e la matrigna che aveva preso il posto della genitrice non aveva compensato quella mancanza, la quale aveva scavato un vuoto nell’animo del ragazzo e alimentato la sua rabbia, mentre Massimo aveva un padre violento verbalmente e fisicamente e una madre sottomessa, e ciò aveva creato in lui delle idee distorte sul controllo. Per l’autrice è fondamentale quindi la prevenzione e l’educazione del bambino alla gestione della rabbia, in primis da parte dei genitori ma poi anche degli operatori scolastici.

Casa Editrice: Meltemi editore

Collana: Linee

Genere: Saggio/Psicologia

Pagine: 154Prezzo: 15,00 €

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