“La donna morta” di Manuel Rico è un romanzo visionario in cui si racconta di una crisi creativa ed esistenziale: Gonzalo Porta è un pittore, tra i più apprezzati della scena artistica di Madrid. Con le sue opere astratte ha conquistato successi e ricchezze ma ora non gli basta più: Gonzalo non riesce più a sentirsi autentico, ed è in angosciante ricerca della sua verità. Da circa un anno la sua ispirazione sembra essere svanita, e ciò ha inciso non solo sulla sua arte ma anche sul suo umore – «L’estate del 1986 fu particolarmente amara per Gonzalo Porta. L’impotenza di fronte alla tela bianca in cui era rimasto impantanato per più di un anno assunse una gravità inaudita con il trascorrere di quei mesi di foschia e di calore senza un solo segno non solo della fine di una lunghissima siccità di idee, ma piuttosto il rammollimento della sua ostilità nei confronti delle servitù di un mondo artistico che, con quella stanchezza che a volte si manifesta nei tratti dello sconforto o della depressione, era arrivato a ripudiare». Il protagonista si sente prigioniero di un tempo vuoto, che sta influenzando con la sua vacuità anche il resto della sua esistenza; per far sì che esso riprenda a scorrere, Gonzalo decide di cambiare scenario: si dirige verso un luogo semidisabitato, Cerbal, caratterizzato da una natura brusca e solitaria. I suoi amici e colleghi sono convinti che si tratti di una fuga da sé stesso, ma egli pensa invece di ritrovarsi. Le aspre alture della Donna morta dominano il paesaggio in cui si immerge Gonzalo: un nome singolare per un territorio in cui cominciano ad accadere eventi strani, in cui è difficile comprendere se siano reali o frutto dell’immaginazione vivida del protagonista, che col trascorrere dei giorni sembra scivolare in un preoccupante stato allucinatorio. La bellezza del romanzo “La donna morta” sta proprio in questa ambiguità: cosa c’è di vero nelle visioni di Gonzalo? Sta davvero impazzendo o invece è l’unico a intuire che il tempo si stia avvolgendo su sé stesso, che avvenimenti legati al passato si ripropongano, che personaggi di un tempo antico ritornino e gli parlino? Manuel Rico è un abile narratore, che sa costruire immagini evocative e potenti, muovendosi sempre sul labile confine tra realtà e sogno; ed è anche un manipolatore del tempo, che in quest’opera diviene personaggio a tutti gli effetti. Gonzalo si addentra in un’esperienza che lo cambierà nel profondo, e che riporterà indietro le sue memorie perdute e con esse la forza della sua capacità creativa.
Casa editrice: Edizioni Joker
Collana: I Narranti
Traduzione: Monica Liberatore
Genere: Narrativa
Pagine: 384Prezzo: 23,00 €
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