Caterina Edwards presenta la sua nuova opera “Riscoprendo mia madre. Una figlia alla ricerca del passato”

«Perché un così lungo silenzio? Come se quegli eventi intrecciati, le foibe e l’esodo dall’Istria, non fossero mai avvenuti, come se qualsiasi riconoscimento, qualsiasi discussione, fosse un tabù. Un mezzo secolo di silenzio. Posso capire perché il resto del mondo non se ne sia accorto. Considerando l’entità degli eventi durante quegli anni, la moltitudine di morti, l’esodo era proporzionalmente minore. Ma perché il silenzio in Jugoslavia e, ancora più significativo, in Italia, dove si discute di tutto. Perché?»: sono le domande che si è posta la scrittrice canadese Caterina Edwards nella sua ultima opera “Riscoprendo mia madre. Una figlia alla ricerca del passato”. L’autrice ha deciso di raccontare ai suoi lettori del percorso lungo decenni per comprendere il trauma storico di sua madre, originaria dell’Istria e costretta come tutto il suo popolo a lasciare la propria terra, e anche per conoscere finalmente Rosa in quanto donna e madre. L’autrice ci racconta infatti quanto sia stato difficile per lei crescere con una mamma iper critica e invadente, preda di una rabbia costante: «Per anni ho avuto paura di diventare mia madre», afferma Caterina, che nella vita ha sempre represso la rabbia e in generale le sue emozioni per discostarsi il più possibile dai comportamenti di Rosa. Quando però alla madre compaiono i primi segni di demenza senile, qualcosa scatta nella mente della figlia – «Ciò che mi fece cambiare direzione e tornare indietro fu il senso di una perdita incipiente. Mentre osservavo mia madre deperire mentalmente e fisicamente, nacque in me la voglia di conoscerla, di conoscere chi era realmente Rosa Pia Pagan Edwards». L’autrice si è resa conto che per comprendere quei lati pungenti del carattere della madre doveva scavare nel suo passato doloroso, nella storia dimenticata della sua patria e della sua gente: il popolo italo-istriano. Quella di Rosa è stata una generazione cancellata, non solo dalla propria terra ma anche da tutti i documenti ufficiali, che furono distrutti in “incendi accidentali”; Caterina decide quindi di andare a Lussino, dove era nata la madre, per cercare quella piccolissima percentuale di italo-istriani che erano scampati all’esodo, al genocidio e alle foibe, e che oggi vengono tristemente chiamati i Rimasti. Attraverso le loro testimonianze, l’autrice ricostruisce una parte della storia della madre e comincia anche ad avvicinarsi a lei, e a comprendere il suo dolore, che è il dolore di un intero popolo – «E quelli che restavano, anche loro avevano paura, camminavano per le strade deserte, sbalorditi e soli. E anche loro – sebbene non avessero mai lasciato la loro terra natale – anche loro l’avevano persa».

Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni

Collana: Bohémien

Traduzione: Sabrina Rega

Genere: Memoir

Pagine: 334

Prezzo: 18,00 €

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