L’Agenzia europea per l’ambiente ha diramato i dati del suo ultimo rapporto sulla mortalità causata dall’inquinamento: si parla di 467mila cittadini europei che ogni anno perdono la vita a causa dello smog. Hans Bruyninckx, direttore dell’Agenzia, avverte: “Serve una trasformazione radicale e innovativa della nostra mobilità, dell’energia e del sistema alimentare
In Europa, quasi mezzo milione di persone muore prematuramente ogni anno a causa dello smog. Questi i dati contenuti nel Rapporto “Qualità dell’aria in Europa”, pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente, organismo UE e istituito nel 1990 per monitorare le condizioni ambientali. Secondo quanto pubblicato nell’ultimo rapporto emesso, nonostante un lento miglioramento della qualità dell’aria, i cittadini europei che ogni anno perdono la vita a causa dello smog sono 467mila. Allarmanti, i dati appena diffusi spiegano e integrano la ricerca condotta (per la sola Italia) dall’Istituto Nazionale di Statistica, che parla di una sempre crescente preoccupazione dei cittadini per le condizioni dell’aria.
“La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti nella qualità dell’aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili alla salute umana e all’ambiente. Abbiamo bisogno di affrontare la cause dell’inquinamento dell’aria, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa della nostra mobilità, dell’energia e del sistema alimentare. Questo processo di cambiamento richiede un’azione da parte di tutti, tra cui le autorità pubbliche, le imprese, i cittadini e la comunità della ricerca”
“La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti nella qualità dell’aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili alla salute umana e all’ambiente. Abbiamo bisogno di affrontare la cause dell’inquinamento dell’aria, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa della nostra mobilità, dell’energia e del sistema alimentare. Questo processo di cambiamento richiede un’azione da parte di tutti, tra cui le autorità pubbliche, le imprese, i cittadini e la comunità della ricerca”