Dieselgate, anche Audi finisce sotto accusa

Tutt’ora alle prese con lo scandalo Dieselgate, il gruppo tedesco è stato raggiunto da una nuova inchiesta, riguardante questa volta il marcio Audi: le accuse – confermate da VW – riguarderebbero il software del cambio automatico dei modelli con il motore V6 3.0 benzina, considerato capace di “taroccare” la quantità di diossido di carbonio prodotta dal motore.

Attualmente VolksWagen sta infatti ancora negoziando con l’Agenzia ambientale Usa e con il Dipartimento alla giustizia Usa per chiudere il contenzioso apertosi lo scorso giugno dopo l’ammissione da parte dello stesso gruppo di aver installato delle centraline capaci di abbassare il livello di emissioni di circa 11 milioni di veicoli diesel in tutto il mondo. VolksWagen ha raggiunto un accordo giudiziale che prevede il pagamento di 14,7 miliardi di risarcimenti ai consumatori, ma ora lo scandalo rischia di allargarsi anche all’altro marchio di proprietà del gruppo. La componente “incriminata” è un cambio automatico – il “dynamic shifting program” – attualmente installato in modelli molto diffusi, anche in Europa, come l’Audi A6, l’A8 e il suv Q5. Se da una parte Volkswagen ha detto di non ritenere che il suo cambio automatico possa violare le leggi europee, la situazione è meno chiara negli USA, dove un gruppo di consumatori guidato dall’avvocato Steve Berman sta già  valutando la possibilità di promuovere una nuova class action contro Audi. La situazione è molto seria, poiché, vigendo negli States il principio del precedente giudiziario vincolante, le sanzioni comminate ad Audi potrebbero essere molto simili a quelle decise per VW.

Su Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.