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I (miei) poeti rock. Incontri tra delirio e realtà – Vincenzo Costantino “Cinaski”

I (miei) poeti rock. Incontri tra delirio e realtà di Vincenzo Costantino “Cinaski” partendo da un incipit semplice, raccontando i miti della musica rock uniti dal sacro fuoco della poesia oltre che del beat, apre ad una sorta di educazione sentimentale alla musica del diavolo.

I (miei) poeti rock. Incontri tra delirio e realtà di Vincenzo Costantino “Cinaski”

In biologia l’ibrido è quel soggetto che arriva a nascere grazie a due diverse nature, due diverse specie. In filosofia abbiamo dovuto aspettare Bruno Latour prima che il termine diventasse sinonimo di ricchezza culturale, di pluralità, in natura già avevano capito tutto molto prima. Come sempre.

Ibrido è il termine più esatto per definire l’affascinante ultimo libro Vincenzo Costantino “Cinaski”, uomo libero dalle etichette prima ancora che artista. Uomo abituato a portare la poesia, la poesia sì, nei palchi rock, la parola prima delle musica, ma rispettando il gusto sia della metrica che della melodia. Nei suoi tanti palchi solcati si è portato dietro artisti e musicisti, attori e comici, maghi e matti: una sorta di stregone da sobborgo di Birmingham.

Se nelle sue opere precedenti abbiamo apprezzato la forma poetica, anch’essa contaminata, bastarda, spuria eppure coltissima, con questo nuovo lavoro possiamo farci cocccolare dalla narrazione pura, il racconto. Verrebbe da dire quindi un libro di racconti, ma mentre lo diciamo scopriamo che non è solo quello, é molto altro.

Partendo da un incipit semplice, raccontando i miti della musica rock uniti dal sacro fuoco della poesia oltre che del beat, Vincenzo Cinaski apre ad una sorta di educazione sentimentale alla musica del diavolo.

Troviamo le parole di Dylan, le parole di Cohen, quelle di De André e di Kurt Cobain, quelle di Bukovsky e quelle Rino Gaetano, mischiate e contaminate con scene (quasi) quotidiane di un’adolescenza ribelle e controcorrente.

I (miei) poeti rock. Incontri tra delirio e realtà

Così ci ritroviamo ad Amsterdam negli anni Ottanta con un giovane randagio che entra in città accompagnato da due ragazze e “arrivare ad Amsterdam con due ragazze era già un bell’inizio” come si riconosce lo stesso Cinaski. Ma ad Amsterdam c’è qualcun altro ad aspettarlo. Ci sono tre gradini, c’è All long The Watchtower nella versione di Hendrix ad attendere un “vergine” Cinaski, c’è l’odore della marijuana ovunque. Un ricordo poetico, ma, vista l’incredibile vicinanza tra il grande chitarrista americano e Cinaski, viene quasi da pensare ad un’operazione di animismo.

Ci sono anche sentimenti intimi, personalissimi nelle pagine di Cinaski. Come le parole che vengono dedicate dall’autore a Jeff Buckley, partendo dalla paura, da quel vuoto che si genera quando si perde la rabbia. Sentimento che ha come sottofondo la stupenda Grace, canzone che della paura ha una vertigine generazionale.

Non mancano nell’empireo di Vincenzo Costantino scrittori, poetesse e naturalmente maledetti italiani. Forse trai più emozionanti capitoli di questo volume c’è proprio l’incontro con Livorno e naturalmente Piero Ciampi. Una vicinanza di anime più che un incontro.

I (miei) poeti rock, pochi titoli azzeccano così tanto il punto quanto questo, va a gironzolare per le nostre anime, per i nostri ricordi, oppure in molti casi ce ne regala di nuovi. Per questo è un libro da leggere a piccoli sorsi quello di Cinaski, da cui farsi accompagnare in qualche uscita solitaria di fronte ad una birra.

Saliger diceva che i libri migliori erano quelli che quando hai finito di leggere vorresti che l’autore fosse tuo amico per poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Ecco nel  caso di Cinaski siamo oltre: vorresti chiamarlo e berci due o tre birre insieme. Un po’ per sentire cosa potrebbe raccontarti con la sua voce calda, un po’ per aprirgli il cuore grazie ad una colonna sonora adeguata.

Vincenzo Costantino “Cinaski” – I (miei) poeti rock. Incontri tra delirio e realtà – Hoepli

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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