Questo romanzo di 476 pagine, ambientato in un paesino della Borgogna è uno struggente ritratto intimo della sua protagonista, Violette Tussaint, la guardiana del cimitero del paese.
Ella si presenta e ci presenta i suoi vicini che “non temono niente, non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie” quasi in contrapposizione alla propria storia, nella quale, al contrario, ella sperimenta tutta la gamma delle emozioni che un essere umano può provare nella sua vita.
L’ironia e la delicatezza con cui Violette entra, suo malgrado, nelle vite dei suoi vicini, i morti, è sorprendente, così come la sua capacità di elaborare gli eventi che accompagnano la sua esistenza.
Il romanzo contiene due misteri al suo interno, e il lettore ne prende consapevolezza pagina dopo pagina in modo da tenerlo incollato al racconto che, diciamolo, si fa fatica a lasciare quando le lancette dell’orologio hanno ormai superato la mezzanotte, e il mattino successivo suonerà una sveglia impietosa.
Dal punto di vista psicologico è un romanzo di resilienza: il messaggio che lascia è che, qualsiasi dramma si possa vivere, c’è sempre una speranza di riscatto, di futuro. Questo per chi, come Violette, si mette in gioco, non si chiude all’interno del dolore e lo accetta, come parte ineluttabile dell’esistenza umana.
In un gioco di luci e ombre, l’antagonista di Violette, Philippe, rappresenta invece colui che viene risucchiato dal dolore, incapace di attraversarlo perché protagonista di una vita autocentrata e senza empatia: non in grado di comprendere gli altri, allo stesso modo in cui non sa comprendere sé stesso.
Nonostante la lunghezza, su cui i detrattori dell’opera hanno basato le maggiori critiche, il libro scorre piacevolmente e, come già accennato, instilla la curiosità di risolvere i misteri. La prosa è lineare, il lessico, nella traduzione italiana, comprensibile e privo di eccessiva pesantezza.
In un paio di punti si fa fatica a ricollegare il personaggio del capitolo alla storia, e questo, direi, è l’unica nota su cui potrei fare una piccola critica, ma è ben poca cosa rispetto all’economia generale del romanzo.
Autore:Valérie Perrin
Traduttore:Alberto Bracci Testasecca
Editore:E/O
Collana:Dal mondo
Anno edizione:2019
In commercio dal:10 luglio 2019
Pagine:476 p., Brossura
EAN:9788833570990