Due vite – Emanuele Trevi

La recensione di questo libro potrebbe essere scritta molto velocemente: leggetelo, perché è un libro che vi porta dentro la vita, non fatevelo scappare. Sarebbe un’ottima interpretazione del lavoro che ha fatto Emanuele Trevi per il suo Due vite, un libro che una volta caduto tra le vostre mani sarà difficile dimenticare 

Ci sono libri che partono con premesse molto alte, altri con storie che hanno una magia intrinseca, altri che giocano con un’immagine clamorosa che non può non stuzzicare. A volte questi libri deludono, altre volte semplicemente non sono all’altezza delle premesse, altre ancora l’idea rimane l’unica cosa che colpisce in una marea di pagine compilative. 

Due vite, un libro praticamente perfetto

Nel caso di Due vite siamo di fronte esattamente al caso contrario, se vi faceste abbindolare dalla semplice descrizione del contenuto probabilmente trovereste le cento pagine di questo libro noiose a prescindere, o poco invitanti. La “biografia” (le odiose virgolette in questo caso sono necessarie) di due scrittori e intellettuali raccontata da un loro amico intimo. Poche trame potrebbero apparire più noiose (o scontate, se volete), ma è proprio qui che avviene un ribaltamento straordinario, una vera e propria metamorfosi del testo e nell’attenzione del lettore. 

Emanuele Trevi racconta sì la vita di Rocco Carbone e Pia Pera, sfiorando di certo il racconto biografico, ma è nello svolgere il tema che si coglie fra le categorie ben definite un mondo di noumeno grande come solo la poesia melanconica può essere. Raccontare un’amicizia è raccontare anche una vita, o meglio due vite come recita il titolo. Se da un lato c’è quello che accade mentre viviamo, dall’altro c’è quello che l’altro immagina di noi, che vive nonostante noi.

Emanuele Trevi, il paragone con Pessoa non è azzardato

Sperando di non interpretare troppo il pensiero di Emanuele Trevi, penso che sia proprio questa effemeride sentimentale a trasformare Due vite in una sorta di Diario dell’inquietudine di Pessoa, dove il movimento apparente, fisico, é solo il macro fenomeno. Le cose importante importanti accadono altrove, in uno spazio non fisico di cui il corpo è solo parte della memoria passata.

Per chi legge qualche libro non è difficile cogliere il sentimento, la necessità, l’urgenza di uno scritto, perle sempre rarissime da incontrare nella letteratura. In questo caso l’opera di Emanuele Trevi è imbevuta di necessità e sentimento sin dalla prima riga di testo. Ma questa necessità di sentimento ricalca ancora di più la pulizia stilistica dello scrittore romano, che sapientemente rinchiude il pathos nella derubricazione di fatti, di accadimenti, nell’archiviazione di attimi scomparsi. Come nella letteratura di Perec, ancora ribadiamo il concetto, il movimento é solo apparente all’esterno, tutto accade ad un livello impercettibile. 

Durante la lettura di Due vite potrebbe capitare di domandarvi cosa sta animando la vostra lettura e sarà proprio questa domanda a lasciarvi, una volta finito il libro, la piacevole sensazione di aver letto qualcosa di straordinario.

Rocco Carbone e Pia Pera vengono raccontati nell’intimo

Ovviamente elogiando la qualità di questo libro e del suo autore, non possiamo dimenticare che le vite narrate da Emanuele Trevi non sono certo vite che non lasciano spunti di racconto, per profondità e per unicità. Rocco Carbone e Pia Pera sono due intellettuali che hanno sicuramente influito nella cultura italiana, ma a colpire sono i tratti più intimi con cui entrambi hanno coltivato la propria vita costruendola come un giardino o un tempio, fatti per durare al di là del tempo.

Non lasciano indifferenti le ultime pagine di questo libro, dove Emanuele Trevi scolpisce nel tempo i profili di Pia Pera e Rocco Carbone attraverso proprio la metafora della pianta e del giardino

L’amore e la conoscenza per la letteratura danno la possibilità di costruire un linguaggio che risponde al teorema della completezza, che infatti si auto dichiara e completa proprio tra le pagine del libro. Non so se Emanuele Trevi volesse anche implicitamente scegliendo il titolo del libro citare anche il classico greco di Plutarco, non stupirebbe di certo, ma quello che di sicuro si percepisce leggendo Due vite è questo bisogno di universalizzare il sentimento dell’amicizia, dell’amore, della sacralità della vita. 

Un nota che potrebbe apparire cupa spunta sempre tra le pagine di Trevi, ma solo in apparenza i toni sono scuri. In realtà hanno una profondità infinita le parole scelte e gli episodi narrati in due vite, talmente ampia da far venire le vertigini. Vertigini percepite come cupezza o malinconia ma in realtà rispondenti ad una categoria semplice: la descrizione delle cose della vita.

Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 11 febbraio 2021
Pagine: 128 p., Brossura
EAN: 9788854522633
 
Prezzi: ebook 7,99 euro – Brossura: 14,25 euro
 
 

Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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