È il primo esperimento compiuto sull’uomo e a tutti gli effetti funzionante. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature. Ian Burkhart è tetraplegico dal 2010
Ian Burkhart ha 24 anni ed è tetraplegico dal 2010, da quando ha subito una lesione spinale a causa di un incidente subacqueo: ciò vuol dire che ha braccia e gambe paralizzate. Finalmente, però, ha potuto muovere la mano, le dita e il polso, afferrando una bottiglia e versandone il contenuto in un bicchiere. Tutto questo è stato possibile grazie a un chip che gli è stato impiantato nel cervello, nel primo esperimento del genere mai condotto su un essere umano. Lo studio, che è stato pubblicato su Nature, è coordinato da Ali Rezai, della Ohio State University, Chad Bouton, dell’Istituto Feinstein per la ricerca medica, e Nick Annetta, del Battelle Memorial Institute.