“Il volto della vita” di Giorgio Gavina è un romanzo giallo avvincente, in cui si scava nelle motivazioni che spingono le persone a tradire e a fare del male, e in cui si parla anche dei legami familiari, a volte caratterizzati da incomprensioni o non detti
«Quando iniziai ad abbozzare la trama di questo giallo mi feci, per l’ennesima volta, la domanda: quanti errori, convinti di far del bene, facciamo con i nostri figli? E la risposta è sempre la stessa, commettiamo un grande errore: troppo amore». L’opera è ambientata a Milano nella seconda metà degli anni Ottanta: in questo scenario perfettamente dipinto si svolge una storia ricca di colpi di scena e di misteri dalla difficile decifrazione. L’enigma alla base della vicenda riguarda un’aggressione subita dal protagonista del romanzo: Diego, ventisei anni, si trova in casa ad ascoltare musica a tutto volume; suonare è la sua passione e spera un giorno di sfondare con il suo gruppo. Quando bussano alla porta egli è convinto che si tratti di un vicino arrabbiato per la musica assordante; assume quindi un’aria da santarellino per cercare di non avere una predica troppo pesante. Quando apre la porta, però, non c’è un vicino arrabbiato; in realtà egli non riconosce chi ha davanti perché un pugno gli arriva in pieno volto, scaraventandolo a terra. Un uomo con un passamontagna si avvicina a lui, brandendo un coltello; poi il buio. È trascorso un anno da questi avvenimenti e Diego sta ancora cercando di riprendersi psicologicamente dalla brutale aggressione; purtroppo non ne è uscito indenne neanche fisicamente: ha infatti perso l’occhio destro. L’autore ci racconta la pena del protagonista, spaventato dalla sua condizione e angosciato dal doversi mostrare al mondo; per vergogna egli si isola in montagna, perdendo i contatti con tutti i suoi cari. È ormai radicata in lui «quella maledetta paura di rivivere, di dover raccontare la peggior scena di vita o semplicemente la paura di non essere accettato senza occhiali da sole alla luce del giorno». L’incontro con una ragazza, Daniela, è però la cura per la sua tristezza; anche lei con molti traumi da elaborare, spinge Diego a tornare a Milano e a tentare di superarli insieme. Il giovane deve però trovare un senso alla violenza subita; la polizia brancola nel buio ma lui non si arrende: la vendetta diventa il suo pensiero fisso. Giorgio Gavina ci presenta quindi una storia intricata e dai risvolti crudeli ambientata in un mondo torbido, e abitata da personaggi privi di scrupoli.
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