Editore:La Lepre Edizioni
Formato:EPUB con Light DRM
EAN: 9788899389697
“Anja, la segretaria di Dostoevskij” è il romanzo osannato dalla critica di Giuseppe Manfridi, regista e autore teatrale, che gli è valsa due importanti premi: il Premio Letterario Città di Como e il Premio Dostoevskij oltre alla partecipazione alla selezione ufficiale per il premio Strega nel 2020. Ambientato in una Pietroburgo di metà ‘800, dall’aspetto decadente e surreale, in un autunno precocemente gelido, racconta la genesi narrativa de “Il giocatore” dell’omonimo famoso scrittore russo, che per completare l’opera in un solo mese di tempo – come da accordi sanciti col suo dispotico editore – si è avvalso della collaborazione di una segretaria esperta in stenografia. A essere scelta per collaborare è Anna Grigor’evna Snitkina, la prima della classe di una scuola professionale basata sul metodo di trascrizione Gabelsberger, nota per la sua diligenza e per la sua bellezza armoniosa, dalla folta capigliatura domata da una composta treccia bionda. E sarà proprio il suo aspetto delicato, ad attirare l’attenzione del cinquantenne scrittore, in netta contrapposizione col suo carattere volitivo e ostinato: doti che la rendono adatta ad affiancarlo e motivarlo nella sfida contro il poco tempo – soli 26 giorni – concessogli dal suo infido editore in cambio di un anticipo economico, pena la perdita del diritto d’autore su tutta la sua produzione. Un tempo infinitamente piccolo, per un libro di circa cinquecento cartelle, soprattutto per un uomo non giovanissimo come Dostoevskij, afflitto da epilessia e patologie muscolo scheletriche, che non gli permettono di stare seduto per ore. Interessante qui è l’introspezione dei personaggi: ben delineati – soprattutto i due protagonisti – anche dal punto di vista emotivo, lasciando largo spazio all’uso del flusso di coscienza. Originale e approfondita è la raffigurazione di Anja, da un lato inesperta e delicata, dall’altro determinata e seduttiva con l’autore, al quale sa tenere testa, senza subirne il fascino autorevole «Fëdor Michajlovič, – dice con tono fermo e schietto la ragazza, senza ancora muoversi da dove sta – non fatela passare come una vostra concessione. Ho diritto quanto voi di difendere il lavoro che ho prodotto. Quel libro voi lo avete immaginato, avete trovato le parole, d’accordo, ma sono io che l’ho scritto. Quindi, sì… ora vengo e prendo quel contratto, che voi, sciagurato, avete firmato di testa vostra. Senza pensare a me. – gli occhi di lui esprimono il più fanciullesco degli stupori, lei ne interpreta l’obiezione e l’anticipa – No… il fatto che ancora non mi conoscevate è una scusa tanto ridicola che non merita di essere nemmeno considerata». Una storia di amore autentico per la letteratura e per i suoi garanti, mai priva di fascino.