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Domani avremo altri nomi – Patricio Pron

Domani avremo altri nomi di Patricio Pron parla di un lui e una lei. Due entità che si sono incontrate, amate, sperate e consumate fino al fatidico momento di dirsi addio. Patricio Pron riesce a condensare tutto il bello e tutto il brutto, ma anche tutte le cose normali di un rapporto ai nostri giorni in duecento pagine leggere, anzi leggerissime.

Domani avremo altri nomi di Patricio Pron

Un lui e una lei. Quasi un archetipo, una tipologia merceologica, un esempio. Due entità che si sono incontrate, amate, sperate e consumate fino al fatidico momento di dirsi addio. Patricio Pron riesce a condensare tutto il bello e tutto il brutto, ma anche tutte le cose normali di un rapporto ai nostri giorni in duecento pagine leggere, anzi leggerissime.

Tutto parte dal momento dell’addio, quando lui perplesso realizza che lei sta uscendo dalla sua vita, sta andando oltre la porta diventando un’estranea qualunque. Naturalmente sono le cose a ricordare che la loro vita sta prendendo strade diverse, gli oggetti di una vita condivisi e raccolti che diventano motivo di ricordo e di allontanamento.

Ed è proprio la cosa più difficile da dividere in una separazione ad aprire la descrizione di questo rapporto dalla divisione in giù: i libri. L’idea è quella di dividere pagina per pagina tutti i libri fino a possedere tutti e due una parte del tutto, ma in fondo niente di completo, forse una metafora di un rapporto d’amore che non si conclude, non si esaurisce, semplicemente sfiorisce.

Insieme all’amore, alla quotidianità, scompaiono anche le istruzioni d’uso della vita, la capacità di immaginare il proprio futuro.

Parte così il libro di Praticio Pron ed è la sincerità di questo libro, leggi anche accuratezza, che colpisce, perché chiunque si rivedrà bene in questa dettagliata annotazione di momenti semplici e e terribili.

Domani avremo altri nomi

L’abbandono è un momento epico

Patricio Pron però, da grande scrittore, non esaurisce la sua letteratura nella descrizione di una storia, ma allarga la discussione alle mille riflessioni che attanagliano la vita di due adulti che capiscono che l’amore non è per sempre. Il tempo della separazione, scandito dal titolo dei capitoli, sottolinea i passaggi di stato fra il tutto e il nulla che l’amore chiarisce in modo crudo e freddo quando svanisce.

Quindi compare la necessità di confrontarsi col mondo social, la paura di invecchiare e naturalmente di scomparire. Ma è lo scorrere delle cose che lo scrittore argentino ama sottolineare e descrivere. L’abbandono per esempio, incipit e vero nucleo centrale di questo libro, viene immaginato come un momento epico, denso, in cui tutto si svolge perfettamente e tutto funziona. Nella realtà e nel romanzo le cose accadono in fretta e si muovono senza un ordine preciso, solo accadono ancora una volta.

Non riuscendo ad afferrare l’amore, la vita di coppia, gli abbandoni, si spererebbe che almeno il mondo sia comprensibile e con una direzione chiara, ma anche qui Pron mette a nudo la situazione: anche il mondo procede a tentoni e in modo caotico, le cose non hanno un senso chiaro e unico.

Compaiono infatti le librerie che stanno lasciando il passo ai distributori digitali, i corteggiamenti alle vibrazioni di un cellulare e qualche foto che nasconde dietro la pornografia un grande senso di vuoto.

Anche se potrebbe non apparire, quello di Pron è anche un libro architettonico, in cui compare sempre da dietro le spalle dei protagonisti una città, un mondo che vive e osserva distratto le faccende degli innamorati. Ma al pari della scelta di appellare con dei pronomi che spogliano di una soggettività i protagonisti, anche la scelta di non far comparire una città in particolare esalta la vicenda a campione, a universale. I protagonisti potrebbero vivere ovunque, essere stati ovunque, aver vissuto in qualunque parte del mondo, l’importante è quella dinamica particolare eppure così generale che scatta solo fra innamorati che decidono di non dividere più la vita.

Patricio Pron – Domani avremo altri nomi – SUR
Traduzione: Francesca Lazzarato

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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