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WTA – Alcune risposte che attendiamo dal 2016, quali saprà darci?

Tennis femminile – Sostanzialmente conclusa la stagione femminile, nel modo migliore aggiungerei (qui il racconto della vittoria alle WTA FInals 2015), viene spontaneo gettare lo sguardo verso la prossima annata. Perché si sa, il breve periodo di digiuno sembra eterno e serve solo a far montare le aspettative. Allora ecco alcuni quesiti a cui aspetto le risposte del campo.

Ce ne sarebbero tante altre, ma ne ho selezionate cinque. Avrei potuto chiedermi se Sara Errani imparerà a servire senza imbarazzare lo spirito di questo sport; quanti allenatori cambierà Ana Ivanovic e quanto si ubriacheranno i suoi demoni; se Eugenie Bouchard si ricorderà di essere stata un abbozzo di tennista; quale spazio si ritaglieranno la salute e la voglia di Petra Kvitova e tanto altro. Ho dovuto però selezionare, come sempre in maniera disutibile.

Serena Williams si riprenderà? (qui quando l’abbiamo vista dal vivo)

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Era vicinissima a realizzare l’impresa, il Grande slam era a due italiane alla portata dalla realizzazione. Aveva visto concretizzarsi un allineamento degli astri che più benevolo solo una Maria Sharapova ad attenderla in finale.
Come spiegherà al proprio ego che si ritrova sì regina ma senza i pieni poteri? Saprà accettare che sotto quella massa di muscoli sono nascosti nervi da donna? Il dubbio è che Serenona viva l’inesorabile passare del tempo come una trappola senza via di scampo. Intravvede che, una volta appesa la racchetta al chiodo, si ritroverà nel mondo dei mortali, senza un oggetto contundente con cui menare e dove i suoi c’mon urlati più che intimidire sarebbero bollati come maleducazione. E tutto questo senza nemmeno poter conservare il ricordo di un Grande slam, e vai a vedere che alla lunga quella slavata di russa avrà la meglio: sconfitta senza pietà sul campo, si è costruita un impero al di là dello sport, riuscirà a sentirsi regina oltre lei

– Garbine Muguruza saprà mantenere le promesse o sarà l’ennesima ragazzetta a cui, dopo un’ottima annata, serve ulteriore tempo per esplodere definitivamente? (qui quando l’abbiamo vista dal vivo)

Io dico che già dal prossimo anno si confermerà. L’amazzone vive in tempi a lei favorevoli, in cui se tieni la racchetta come una mazza non è un problema, purché si lascino crateri nel campo avversario. E lei li lascia, mena come una forsennata, s’incazza come una forsennata: perfetta al giorno d’oggi. Piuttosto vado sul sicuro lanciandomi in un’altra previsione. Io dico che sarà l’ennesima giovincella che non migliorerà per nulla tecnicamente, continuando a menare come unica soluzione, fregandosene di sfoderare una manualità da maniscalco, continuando a proporci smorzate a due mani, che per le poche che azzarda tanto vale evitarle del tutto piuttosto che farci male agli occhi

– Riuscirà Simona Halep a fare il definitivo salto di qualità e vincere uno slam?

Oppure continuerà a sentire un’eccessiva tensione nei momenti importanti? Anche se sono altri due punti che mi incuriosiscono forse maggiormente. Mi chiedo se Simona continuerà ad avere i nervi a fior di pelle nelle situazioni meno prevedibili. Perché va bene sentire la pressione degli incontri al vertice, ma i monologhi deliranti da primo turno sanno di folclore eccessivo. E poi chissà se riuscirà ad arginare la curva di rumeni che la accompagnano praticamente in tutti i tornei, almeno per fugare i dubbi che le sue sfuriate siano pensate per loro. O anche per evitare di diventare la più antipatica del circuito per cause esterne. Vabbè la seconda più antipatica, la siberiana è irraggiungibile

– Maria Sharapova riuscirà a sconfiggere Serena Williams?

L’algida siberiana, dopo aver curvato il tempo tra un servizio e l’altro, rischia di vedersi risucchiata dal tempo stesso: più si va avanti più il ritiro di Serenona si avvicina e meno possibilità avrà di sconfiggerla. Anche se mi chiedo quanta voglia abbia di batterla o quanto preferisca che si levi dai piedi. Sconfiggerla in fase calante non avrà lo stesso gusto, né per lei né per la storia. A questo punto, da perfetta calcolatrice quale appare, magari si sarà fatta una ragione della propria subordinazione e punta ad essere la regina del dopo, tanto il Grande slam non l’ha fatto nemmeno lei.
Inoltre mi chiedo se, dando per scontato che non smetterà di urlare come se la stessero scuoiando, non possa perlomeno introdurre qualche variazione. Ultimamente l’abbiamo vista esibirsi addirittura in qualche palla corta, ecco lasci perdere, continui a schiaffeggiare la palla che le viene meglio, dedichi piuttosto il proprio impegno ad introdurre sfumeture nelle urla, credo otterrebbe risultati migliori per spezzare un po’ di quella monotonia che attanaglia le sue partite

– Riuscirà Agnieszka Radwanska a salvare il mondo? (qui quando l’abbiamo vista dal vivo)

Poteva mica mancare un pensiero alla mia Agnese. Ha concluso la stagione dimostrando a tutti che diverso si può, che omologarsi non è un dovere e forse nemmeno un diritto. L’ho già detto e lo ripeto: che vinca uno slam o meno non è un grosso problema per chi la ama, mentre potrebbe esserlo per il suo umore. Una sua vittoria slam però sarebbe una boccata d’ossigeno, una dimostrazione pratica che non si ottengono risultati solo con la violenza. Sarebbe infine educativo, darebbe l’esempio alle giovani ragazzine, permetterebbe loro di comprendere come per giocare non devono per forza perdere la grazia, sarebbe uno spot contro il bullismo: bimba bella, non ottieni quel che vuoi solo intimorendo con la forza le altre, puoi anche utilizzare il dialogo.

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