In Storie per bambini perfetti
Storie per bambini perfetti di Florence Parry Heide
Storie per bambini perfetti è una raccolta di brevi racconti di Florence Parry Heide edito da Bompiani e illustrato da Sergio Ruzzier.
Queste otto brevi storie sono apparse per la prima volta nel 1985 a New York, dove sono ormai considerate un classico della letteratura per ragazzi americana, mentre in Italia sono state pubblicate all’inizio del 2019, nel mese di Marzo.
Nel libro vengono descritte storie quotidiane usando un’ironia pungente e viene mostrato come potrebbe essere sicuramente piacevole essere un bambino bravo e perfetto, però insomma, non esserlo è molto più divertente (oltre che conveniente!).
Gertrude asciugò i piatti con molta attenzione e li mise al loro posto.
Gloria mise le tazze dove stavano i piatti e i piatti dove stavano le padelle e ruppe la tazza più bella della mamma.
La mamma era triste.
Disse che non avrebbe più chiesto a Gloria di aiutarla con i piatti.
Visto che Gertrude era stata estremamente brava e attenta e aveva fatto un lavoro così buono si meritò di aiutare la mamma con i piatti il giorno dopo e il giorno dopo ancora.
Buon per lei. 1
“Buon per lei”. Beh diciamocela tutta, la più fortunata è stata decisamente Gloria, non certo Gertrude. Voi avreste voglia di lavare e asciugare i piatti ogni giorno come premio per la vostra diligenza?
Le incoerenze degli adulti
Le storie presenti nel testo hanno tutte come denominatore comune un umorismo provocatorio e fanno ragionare sulle incoerenze del linguaggio degli adulti che, spesso, non capiscono che le loro indicazioni o i loro premi non sono sempre così “buoni” e comprensibili per i bambini.
Ne è esempio anche un altro episodio in cui la mamma di Ruby le chiede di guardare il fratello Clyde che da poco aveva imparato a camminare, nonostante Ruby voglia andare a giocare dall’amica Ethel. Ruby, si arrende alle richieste della madre e guarda con molta attenzione il fratellino:
Lo guardò quando tirò giù la tovaglia dal tavolo della cucina. […] Ruby guardò Clyde quando iniziò a piangere a dirotto. La mamma uscì dal bagno.
“Cosa sta succedendo?” chiese. “Ti avevo detto di guardare Clyde!”
“L’ho guardato,” disse Ruby in tutta onestà. “L’ho guardato tutto il tempo.” 2
Ruby onestamente aveva guardato Clyde, potreste dirle il contrario? Se non ci credete guardate l’immagine: è palese il fatto che stia osservando piuttosto attentamente Clyde, o sbaglio?

La figura materna nel gioco
Viene inoltre presentata la figura materna come l’emblema dell’ordine, della pulizia e della saggezza:
Alle mamme piace sempre che tutto stia al proprio posto. 3
E ancora:
Sono le mamme di solito ad averla vinta. Le mamme sono più grandi dei bambini. 4
A una prima lettura si potrebbe pensare che l’autore presenti una figura femminile stereotipata, ma in realtà il personaggio materno fa parte del gioco.
Ad aggiungersi a questo contrasto tra grandi e bambini, si può notare come anche le parole e le immagini aiutino a far pensare che si tratti di bambini dolci e perfetti e ci si potrebbe aspettare che alla fine siano i bambini a piegarsi alle raccomandazioni materne. In ogni vicenda a farla franca non sono le mamme, ma i bambini che, pur essendo più piccoli, sono più furbi e riescono sempre a trovare la via della vittoria.
Vediamo infine colori tenui tipici dell’illustratore Ruzzier e personaggi all’apparenza mansueti che però nascondono nel loro essere la ribellione infantile e la voglia di sfidare l’adulto.
Il libro fa riflettere sul modo di comunicare dei grandi, sulla credenza di avere più “potere” solo per una questione di età, ma soprattutto fa ragionare sul modo di comprendere e comunicare con i più piccoli.
Spunti didattici:
Storie per bambini perfetti può essere utilizzato all’interno di un percorso didattico interdisciplinare durante il secondo e terzo anno di scuola primaria. Il libro presenta racconti originali e taglienti che possono essere inseriti all’interno di un progetto scolastico incentrato sullo sviluppo di una propria identità, o per aiutare i bambini e l’insegnante a conoscere il linguaggio dell’altro e a capirsi meglio.
p.s.: per tutte le maestre che temono che queste storie possano dare spunti “non didattici” ai bambini regalo un sorriso rassicurante e dico loro che tutti gli studenti sanno perfettamente cosa è giusto e cosa è sbagliato (ammesso che esista qualcosa di così sbagliato) e alla fine delle storie riportano con precisione il disappunto per i piccoli furbi delle storie di cui sopra. Questa è la prima certezza provata e sperimentata. La seconda certezza provata e sperimentata è che ogni bambino che si rispetti in caso di accuse ti risponderà: “Ma! Non sono mica stato io!”.
Lo consigliamo a… bambini perfetti che dovrebbero imparare a non esserlo, alle maestre e ai genitori per imparare il linguaggio dei bambini e a tutte le persone che han voglia di ridere leggendo un libro sul divano di casa o sull’erba in giardino.
1 F. P. Heide, Storie per bambini perfetti, Bompiani, Milano, 2019, pp. 41-43.
2 Ivi, pp. 16-18.
3 Ivi, p. 40.
4 Ivi, p. 59
Florence Parry Heide – Storie per bambini perfetti
Traduzione: Paolo Maria Bonora
Illustratore: Sergio Ruzzier