Le altissime torri. Come al-Qaeda giunse all’11 settembre
Le altissime torri. Come al-Qaeda giunse all’11 settembre di Lawrence Wright
Questa è una storia che tutti credono di conoscere, e che invece nessuno, prima di Lawrence Wright, aveva raccontato. (dalla quarta di copertina)
Ed in effetti quasi tutti ricordano dove erano e cosa hanno fatto l’11 settembre 2001, eppure in pochi sanno come e perché si è arrivati a quell’epilogo.
Lawrence Wright inizia il suo saggio raccontandoci della gioventù di Sayyid Qutb, il teorizzato del moderno Jiahd, e di come le sue idee e i suoi scritti alimentarono il legame tra un principe saudita (uno dei molti figli di un ricco imprenditore edile non poi così ricco, né così carismatico, né così brillante), Osama bin Laden, con un medico egiziano cresciuto in un sobborgo del Cairo (Ayyman al Zawairi, attualmente a capo di al-Qaeda).
Sullo sfondo delle vicende personali di questi protagonisti si alternano vicende storiche come l’invasione sovietica dell’Afghanistan, la prima guerra del golfo e l’assassinio del presidente egiziano Sadat.
Come al-Qaeda giunse all’11 settembre
Se da una parte l’autore ci accompagna alle radici del fondamentalismo islamico, dall’altra ci conduce attraverso le principali agenzie di intelligence degli Stati Uniti, mettendo in luce come le rivalità interne tra CIA e FBI hanno fatto sì che alcune informazioni di fondamentale importanza non fossero condivise, impedendo di fatto di prevenire gli attacchi.
Una su tutte, la CIA era a conoscenza che due dei dirottatori dell’11 settembre erano entrati negli Stati Uniti già dal gennaio 2000: sebbene l’FBI avesse più volte chiesto queste informazioni, queste vennero condivise solo nei giorni successivi agli attacchi.
Mi ha sorpreso anche scoprire come, a fine anni ’90, solo 8 agenti su circa 10.000 in tutto l’FBI conoscessero l’arabo, a dimostrazione di quanto la minaccia del terrorismo islamico non fosse presa in seria considerazione.
Il libro è stato pubblicato nel 2006 e ha vinto il premio Pulitzer per la saggistica nel 2007: la scrittura è molto godibile, a tratti al pari di un romanzo, caratteristica che si può ritrovare anche in un altro libro di Wright pubblicato da Adelphi e dedicato a Scientology, La prigione della fede
Per rendere la storia più accessibile e per umanizzare volti e nomi che nel tempo ci sono diventati familiari, l’autore ci accompagna nella numerosissima famiglia di Osama bin Laden, nel sobborgo del Cairo in cui è cresciuto Ayyman al Zawairi e nella forse fin troppo affollata vita privata di Jonh O’Neil, probabilmente l’agente che più aveva intuito il pericolo derivante dal nascente fondamentalismo islamico.
Le Altissime torri e dintorni
Il saggio è corredato da un’ampia sezione di note, bibliografia, un elenco dei personaggi principali e una galleria di immagini. Come anticipato, la prima pubblicazione è del 2006 e per ovvie ragioni la narrazione si conclude poco dopo l’attacco alle Torri Gemelle, quando si iniziava appena a intravedere il legame tra al-Qaeda e l’11 settembre.
Personalmente, essendo passati quasi vent’anni dall’autunno del 2001, la curiosità di approfondire quanto è venuto dopo mi è rimasta, tanto da leggere un altro libro di Wright, Gli anni del terrore
Ho trovato invece più interessante un altro libro vincitore del premio Pulitzer per la saggistica, Bandiere nere. La nascita dell’Isis
Lawrence Wright – Le altissime torri. Come al-Qaeda giunse all’11 settembre
Traduzione: Giovanni Ferrara degli Uberti

