Risorgere
Risorgere di Paolo Pecere
Ci sono racconti in cui è difficile distinguere il sogno dalla realtà, da cui è difficile anche staccarsi con semplicità senza che quell’ambiente riprodotto dal narratore non ci lavori dentro, come un piccolo batterio inoculato senza averlo neanche notato.
Questo è l’effetto piacevole che vi potrebbe fare un libro davvero sui generis come Risorgere, ultima opera editoriale di Paolo Pecere, già noto al pubblico librario per le sue opere sia saggistiche che narrative. Pecere, che insegna Filosofia, ha il dono di mischiare e confondere i linguaggi, mescolare e sprofondare paesaggi, rendere irreale la verità e attualissima la finzione.
Di certo, per un autore come Pecere, la formazione culturale e il modus operandi dell’insegnare Storia della Filosofia contano tantissimo nelle sue opere, ma in Risorgere c’è qualcosa di più della semplice narrazione storica o pseudo biografica. C’è un’allucinazione, una vertigine come avrebbe detto Abbagnano, uno sguardo verso un’inquietudine più profonda e più universale rispetto anche al tema di cui si sta discorrendo.
Già la scelta del tema principale di Risorgere è in grado di far tremare le mani. Pecere infatti é andato a pescare in uno degli eventi più importanti della fine del ventesimo secolo, la rivolta studentesca di piazza Tienanmen. Evento rimasto sì impresso nella mente di chi lo ha vissuto, quindi la mia generazione certo, ma con contorni davvero poco definiti. Tienanmen rimane, per chi ne scrive, ma mi sento di generalizzare opportunamente, un evento tanto forte nella testa quanto poco chiaro, mai del tutto svelato. Ancora oggi, del resto, il ricordo di quella piazza in Cina è un ricordo tutt’altro che condiviso e sdoganato, nonostante i morti accertati, nonostante gli anni, il governo cinese ha posto un embargo durissimo sul ricordo di quei giorni.

Scovare anfratti nella storia
Decidere quindi di scrivere un romanzo partendo da quella piazza è già una scelta che di per sé crea un’atmosfera fosca e onirica. Aggiungeteci che la prima scena di questo splendido romanzo parte con una lunga camminata sui monti dell’Himalaya, dove Gloria e Marco si erano avventurati alla ricerca del di lei padre, sarete allora sulla buona strada per capire la sostanza delicata di questo romanzo.
Si entra nel merito della trama del libro parte quando Gloria scivola giù dalla scarpata, perdendosi tra le nevi dell’Himalaya, a quel punto parte un racconto fatto di tracce che inseguono Gloria e suo padre e la sua storia di ragazzo di piazza Tienanmen.
Ma non c’è solo Cina, solo Est in Risorgere. La trama, narrata da un amico del padre di Gloria e da Marco, unici ad essere presenti nel racconto, si articola fra viaggi transnazionali e piccoli cimeli della recente storia europea. Ovviamente, in questo caso, la forza di Pecere è la sua capacità di scovare nella storia anfratti, nicchie, piccoli nascondigli da cui far partire racconti e allucinazioni.
Ho trovato particolarmente interessante la veste grafica di questo romanzo, oltre ad una copertina molto bella, annoverabile ad un certo radical chic figo che ci piace, il libro è corredato da alcuni cimeli fotografici che rendono il libro ancora più estraniante ed onirico nel suo ancorarsi ad una cultura pop che apparentemente non gli apparterebbe.
Risorgere di certo è un libro che sarà apprezzato col passare del tempo, magari non avrà un impatto immediato sul mercato, ma di certo il passaparola e l’entusiasmo dei lettori permetteranno a questo romanzo di passare di mano in mano, farsi strada per la sua bellezza ed originalità.
Paolo Pecere – Risorgere