Site icon EsteticaMente

Lazarillo De Tormes

Lazarillo-De-Tormes

Lazarillo de Tormes è il primo romanzo europeo ad occuparsi di un ultimo, un disgraziato, un insignificante figlio di nessuno. Divertente, estraniante, antico e umano, un buon antidoto per chi non si ricordasse più a cosa serva la lettura: cercare la felicità.

Lazarillo de Tormes

La decisione di Adelphi di ripubblicare in una nuova edizione Lazarillo De Tormes a cura di Francisco Rico e con la traduzione di Angelo Valastro Canale, ci da la possibilità di parlare di questo meraviglioso capitolo a sé della letteraria europea.

Su cosa sia o cosa non sia questo breve romanzo, scritto nello spagnolo del 1500, non vi risponderemo certo qui. Qui troverete dubbi e suggestioni, qualche analogia e, chissà, qualche riflessione contestabile.

Già, perché la storia del piccolo Lazarillo che si apre al destino alla ricerca di un po’ di cibo, orfano di  padre e con una  madre troppo povera per prendersene cura, aiutante di padroni avidi, è oggetto di discussione da sempre per la sua difficile collocazione. Romanzo picaresco? Romanzo apocrifo? Sono molti i quesiti che gli storici della letteratura hanno abbinato a questo libro eccezionale, ma di tutto ciò qui non vi parlerò.

Perché leggere Lazarillo De Tormes

Saltando quindi di palo in frasca, secondo me la prima questione da affrontare sarebbe quella legata al perché leggere Lazarillo De Tormes.

Le ragioni sono molteplici, ma in particolare due non possono non essere messe in evidenza.

Anche se scritto durante la metà del ‘500 questo testo rimane carico di energia vitale e primordiale in modo davvero stupefacente. Narrando le proprie disavventure, il buon Lazarillo racconta la lotta per la sopravvivenza, narra dell’essere puro che si incammina in una vita sconosciuta cercando di trovare le briciole sufficienti a trascinarsi per il mondo. È impossibile non parteggiare, non immedesimarsi immediatamente nel protagonista, non sentire la scossa di vita che attraversa il povero orfanello tra le pagine del libro.

Lazarillo, raccontandosi, ci fa fa scoprire il mondo intorno a sé: le paure, le abitudini, gli usi di un mondo lontanissimo nel tempo. Colpisce, se paragonato in particolare ad un qualunque romanzo contemporaneo, l’attenzione dedicata dal protagonista per tutto il libro alla paura della fame. Una paura vera, concreta, palpabile che, come ogni paura legata ad un’epoca, ci racconta del mondo più di tante riflessioni filosofiche.

Da lì a poco Giordano Bruno e Galileo Galilei avrebbero dedicato le proprie riflessioni a ben altri aspetti del mondo, puntando non solo sull’uomo ma su altri pianeti e altri mondi. Ed è questa la  forza di Lazarillo: raccontarci le disavventure di un normale ragazzo dell’’epoca che si trova nella situazione di dover riempire la pancia. Puro essere.

Certo ci sono le citazioni colte dei pensatori latini, soprattutto quelle iniziali, le citazioni teologiche che denotano la cultura ecclesiastica (nel libro questa conoscenza si fa risalire al primo padrone di Lazarillo), ma quello che colpisce di più è un’ironia grottesca e contadina che sfocia addirittura nello sfottò in alcuni punti, mentre in altri diventa benignità nei confronti di chi ne è vittima.

Cercare la felicità

Una lettura semplice e divertente quella del Lazarillo, che permette però di approfondire molto, naturalmente in base all’interesse individuale. Un testo che può essere letto da molti punti di vista, senza che perda mai la sua straordinaria caratteristica storiografica: Lazarillo è il primo romanzo europeo ad occuparsi di un ultimo, un disgraziato, un insignificante figlio di nessuno.

Francisco Rico, nella sua breve e per questo ancora più pregevole introduzione, riporta anche la possibilità che Lazarillo De Tormes possa essere stato scritto da un chierico, ma fa notare anche che la natura di questo romanzo sia squisitamente anonima ed apocrifa. Però un aspetto in questa precisa considerazione colpisce. Se davvero fosse stato un chierico a comporre questo testo, si capirebbero alcune ironie e un certo dileggiamento nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche e politiche che sembrano fin troppo ben descritte nelle loro procedure. Istituzioni che del resto salvano e danno onore a Lazarillo quando ormai adulto incamera un oficio real, un impiego pubblico.

Divertente, estraniante, antico e umano, Lazarillo De Tormes è un buon antidoto per chi non si ricordasse più a cosa serva la lettura: cercare la felicità.

Lazarillo de TormesAdelphi
Curatore: Francisco Rico
Traduzione: Angelo Valastro Canale

Lazarillo De Tormes su IBS

Lazarillo De Tormes su La Feltrinelli

Lazarillo De Tormes su Mondadori

Lazarillo De Tormes su Libraccio

Lazarillo de Tormes su Amazon

Exit mobile version