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Profondo come il mare, leggero come il cielo – Gianluca Gotto

In Profondo come il mare, leggero come il cielo di Gianluca Gotto le esperienze personali, in cui molti si possono indubbiamente rivedere, vengono contrapposte ad una semplicità d’animo, un atteggiamento di contemplazione sincero che permettono ad ognuno di noi di pensarci capaci di essere diversi da noi stessi.

Profondo come il mare, leggero come il cielo di Gianluca Gotto

Eredità del razionalismo cartesiano è quel senso di ansia che colpisce molti occidentali di fronte all’ampiezza della vita. Per assurdo però chi viene colpito da un senso di angoscia, di ansia, non percepisce la grandezza e l’imponderabilità della vita, ma percepisce la costrizione di schemi esistenziali consolidatisi nei secoli. Gianluca Gotto racconta proprio uno di quei momenti in cui la vita appare una fatica immensa e la via d’uscita sembra essere lontana ed invisibile.

Partendo da una esperienza personale di depressione, potremmo definirla così, l’autore e blogger di grandissimo successo racconta la sua via verso la ricerca della serenità. Non felicità ma serenità, come da un insegnamento buddhista che vuole che la prima sia un picco dettato da fenomeni esterni, mentre la seconda sia una consapevolezza interiore che dona uno stato di equilibrio indipendente dalle condizioni accidentali.

Come si possa definire la serenità è lo stesso Gotto a spiegarcelo, prendendo spunto dagli insegnamenti buddhisti: “si tratta di uno stato d’animo più duraturo e stabile. Ma soprattutto dipende da noi, dalla cura che mettiamo nel tenere ordinato, sano e luminoso il nostro mondo interiore.”

Da un punto preciso della vita dell’autore (il giorno dopo la sua prima pubblicazione importante) parte uno scandagliamento del senso di angoscia e di cosa possa placarlo. Dopo una ricerca fatta di incontri e confronti, appare sottotraccia la via del buddismo, non una religione, non solo almeno, ma una filosofia di vita e una pratica che assicura consapevolezza e serenità interiore appunto.

La visione occidentale della felicità è essa stessa stressante. Pensare infatti la felicità come una montagna da scalare sulla cui cima sta nascosto il nostro tesoro è normale che porti alla frustrazione “la cima è distante, lo sforzo per raggiungerla è immenso.” L’incontro col buddismo ha portato nella vita dell’autore un cambiamento concreto, tangibile che si è presto trasformato nella capacità di vivere meglio e più consapevolmente.

Profondo come il mare, leggero come il cielo

Sono molto interessanti i confronti che Gotto compie tra la filosofia del buddismo e le risposte sistemiche delle religioni monoteiste. Dove cristianesimo e islamismo vedono un sistema, la via illustrata dal Buddha appare come un costante atteggiamento di curiosità e accettazione della vita e del cosmo.

Molto interessante è il racconto di un incontro a cui l’autore partecipò a Bangkok tra un cristiano, un musulmano ed un monaco buddista, dove il monaco a molte domande rispondeva “Non so”. Una sorta di atteggiamento socratico che apparentemente dichiara solo ignoranza, in realtà apre alla via della conoscenza del mondo senza timore. Legato infatti a questo atteggiamento, Gotto scrive anche dell’overthinking, un eccesso di riflessione che porta all’immobilità e alla perdita del rapporto con la parte più intima di noi stessi.

C’è molta filosofia in questo saggio autobiografico, un confronto constante tra la realtà occidentale e quella orientale, un occhio in particolare alle filosofie pratiche cha aiutano il buon vivere e la ricerca della serenità.

Non è di certo casuale la citazione di Byung-Chul Han, filosofo pop per eccellenza, che mette in guardia dal rischio che la digitalizzazione porta con sé. Dalla mano che cambia il mondo di Heiddeger al dito che sposta oggetti e presume di vivere esperienze da uno schermo. Solo la conoscenza diretta, quindi le esperienze, possono portarci a scoprire noi stessi.

Si spiega bene il grande successo editoriale di Gianluca Gotto: il segreto sta in quello che scrive e nel modo in cui lo scrive. Le esperienze personali, in cui molti si possono indubbiamente rivedere, vengono contrapposte ad una semplicità d’animo, un atteggiamento di contemplazione sincero che permettono ad ognuno di noi di pensarci capaci di essere diversi da noi stessi. Leggere le pagine di Gotto fa bene all’anima e probabilmente scatena catene di reazioni positive.

Gianluca Gotto – Profondo come il mare, leggero come il cieloMondadori

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