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L’amore di pietra. Una vita con un corrispondente di guerra – Grażyna Jagielska

L’amore di pietra. Una vita con un corrispondente di guerra di Grażyna Jagielska è un libro che scava nei nostri valori e nel nostro bisogno di sentirci migliori, avendo la capacità di mettere in discussione loperato di uno degli uomini più stimati riconosciuti nel dopo guerra.

L’amore di pietra. Una vita con un corrispondente di guerra di Grażyna Jagielska

Lamore di pietra non è volutamente un reportage, bensì una serie di annotazioni a margine scritte da Grażyna Jagielska, moglie del reporter di guerra più famoso della storia, ovvero Ryszard Kapuściński.

Non è un reportage perché il tempo è sovrapposto, ciò che è piccolo a volte diventa grande e ciò che è vicino diventa lontano. Un gioco di specchi e di prospettiva che travolge il lettore in una stanza in cui entrano ad ogni pagina personaggi che non si capisce se recitino una parte da protagonisti o da comparse. Grażyna Jagielska, nel suo racconto, parte all’indietro, cioè dalla casa di cura in cui è stata condotta dal marito a seguito dei problemi psichiatrici dovuti alle esperienze vissute in giro per viaggi alla ricerca dell’anima del mondo, osservando la guerra.

La maggior parte delle informazioni ci arrivano proprio dai colloqui che Jagielska effettua nel giardino della casa di cura con un altro paziente, Lucien, anch’egli vittima di problemi psichiatrici a causa dell’omicidio di suo genero.

Già questo trucco letterario basterebbe a coinvolgerci in una situazione surreale in cui il vero si nasconde nel racconto autobiografico e gli eventi storici vengono deformati dallo scorrere della vita di coppia di Ryszard Kapuściński e consorte.

Attraverso gli occhi di Jagielska ci troviamo dapprima in una Polonia negli anni 70, in cui una giovane coppia di laureati cerca di costruire una famiglia, conducendo però un’esistenza precaria a causa del turbamento che produce il loro il concetto di viaggio.

Sulla scia del loro primo viaggio indiano, la coppia scopre o immagina di scoprire, un nuovo modo di stare al mondo, basato sull’essere esattamente solo nel momento in cui si è. Quello che potrebbe apparire una massima filosofica condivisibile si trasforma però in un’esistenza fatta di aleatorietà, superficialità e confusione.

Mentre la coppia cerca faticosamente un proprio equilibrio,  Ryszard Kapuściński diventa sempre più noto in tutto il mondo per i suoi reportage esclusivi e fondamentali. Nel giro di pochi anni   Ryszard Kapuściński diventerà non solo il reporter più famoso del mondo, ma anche un vero e proprio capo scuola per chi si approccerà a quel lavoro infausto negli anni successivi.

Sarà in questi anni che Grażyna Jagielska faticherà a stare di fianco al marito convinto che soltanto in un posto dove ci siano grandi sconvolgimenti politici e quindi violenza ci sia un’esistenza più autentica.

Nella parte centrale del libro, troviamo i diversi viaggi raccontati con l’occhio di chi li ha vissuti attraverso i racconti del vero protagonista degli eventi, mentre nella seconda parte gli eventi sono raccontati in prima persona dall’autrice che, per stare di fianco al marito, si reinventa fotografa di guerra. Una scelta apparentemente folle e pericolosa, che infatti si rivelerà tale nel corso di uno degli ultimi viaggi compiuti insieme.

La narrazione ha un doppio livello: quello dellautoanalisi e quello della descrizione degli eventi spesso riportati da una terza persona, questo costante movimento tra micro e macro mondo coinvolge in una lettura a più livelli che spesso crea un effetto di spaesamento in chi legge.

Sarà la parte finale però del libro, quella in cui la Grażyna Jagielska in qualche modo tira le somme di questa vita di coppia vissuta pericolosamente, a porre quesiti morali di grande spessore. Perché ci occupiamo di guerra e della morte delle persone? È sempre solo generosità? In alcuni casi potrebbe trattarsi anche di egoismo? Bisogno di sentire il dolore altrui per sentirsi vivi? O addirittura per nascondere le proprie ombre?

Naturalmente, leggendo un libro denso come questo, ognuno potrà scegliersi le domande più adeguate al proprio punto di vista, ma quello che di certo rimane uno dei punti forti di questo libro è proprio la capacità di mettere in discussione anche loperato di uno degli uomini più stimati riconosciuti nel dopo guerra.

Certo, rimarrà deluso chi si aspetta uno scritto descrittivo o addirittura rassicurante, Lamore di pietra è un libro che scava nei nostri valori e nel nostro bisogno di sentirci migliori.

Grażyna Jagielska L’amore di pietra. Una vita con un corrispondente di guerraKeller
Traduzione: Marzena Borejczuk

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