Addio Biancaneve di Beatrice Alemagna decide di riscrivere una celebre fiaba dei fratelli Grimm. Anche se la trama riproposta corrisponde al testo originale, riesce ad aggiungere un tassello in più per provare a comprendere la verità contenuta nel racconto. Chi è la vittima e chi il carnefice? È possibile definire in maniera certa dove risiede il bene e il male?
Addio Biancaneve di Beatrice Alemagna
Il 2021 si è concluso in una maniera insolita soprattutto per Beatrice Alemagna che con Addio Biancaneve, edito da Topipittori, si è mostrata al pubblico in una veste del tutto nuova. Abbiamo ben presente la produzione di Alemagna fatta di capolavori che, con delicatezza, toccano note profonde del nostro essere senza risultare invadenti o moralisti. Di questi alcuni sono stati oggetto delle recensioni di Estetica-Mente, come ad esempio La bambina di vetro (leggi la recensione) e Le cose che passano (leggi la recensione), scritte rispettivamente da Ilaria e Linda.
Con Addio Biancaneve l’autrice si muove in un campo diverso dal solito, facendosi carico di non pochi rischi: essa infatti decide di riscrivere una celebre fiaba dei fratelli Grimm pubblicata nel 1812. Anche se la trama riproposta corrisponde al testo originale, Beatrice Alemagna riesce ad aggiungere un tassello in più per provare a comprendere la verità contenuta nel racconto. Chi è la vittima e chi il carnefice? È possibile definire in maniera certa dove risiede il bene e il male?
“È stato allora che mi è venuta l’idea di ribaltare il punto di vista del testo e costruire un discorso intorno ai temi della sofferenza, della gelosia e della vendetta. Prendere le parti del male per tentare di comprendere la pazzia. Raccontare la ferocia, l’oscurità, l’animalesco così come si potrebbe raccontare l’infanzia.” B.A.
Questo albo illustrato ci permette di riascoltare la storia, già nota ai più, narrata dalla voce della matrigna che tenta di spiegare al lettore le proprie ragioni mettendo in discussione una visione ormai consolidata.
Ci riuscirà?
Le illustrazioni, in pieno accordo con la trama, accentuano l’atmosfera cupa, a tratti inquietante, e la crudeltà che caratterizza la storia.
Con questo lavoro Beatrice Alemagna riaccende i riflettori su un genere letterario a cui non sempre viene riconosciuta l’importanza che merita. La fiaba infatti, seppur perturbante, è una vera e propria occasione per incontrare ansie e paure, rivedere situazioni problematiche e attribuire loro un senso utile ad affrontare la realtà.
Spunti didattici:
Addio Biancaneve racchiude tra le sue pagine una storia tutt’altro che semplice ma che proprio per questo gli adulti non possono ignorare. Questo albo illustrato a scuola può essere usato per un percorso interdisciplinare a partire dalla classe terza della scuola primaria e può accompagnare i bambini in un percorso didattico sulla fiaba, ma al tempo stesso diventare un alleato per avviare con gli alunni una profonda riflessione sull’importanza dei tanti e diversi punti di vista.
Lo consigliamo a… chi non si ferma all’apparenza. A chi, per capire davvero, sceglie di andare in profondità e di guardare la storia da diverse angolazioni.
Beatrice Alemagna – Addio Biancaneve – Topipittori

